Roma, “Cinema al MAXXI”, la rassegna di classici e inediti. Apertura speciale del museo alla settima arte.

CINEMA-AL-MAXXI-maxxi-esterno-ph-musacchio-ianniello-b1Andare al museo per vedere un film, è quanto sarà possibile fare dal prossimo sabato al Maxxi. Prende, infatti, avvio dal 14 settembre “Cinema al MAXXI”, un’originale programmazione di pellicole in anteprima, retrospettive, incontri con attori e registi, conferenze e documentari, che durerà fino al 6 novembre. L’iniziativa ha come modello il MoMa, il museo newyorchese d’arte contemporanea, che è stato il primo al mondo ad inserire i film nell’esperienza estetica. 
Per Giovanni Melandri, Presidente Fondazione MAXXI,« l’iniziativa è un’altra tappa importante  per il museo, che spalanca le sue porte estendendo il suo perimetro, avvicinandosi ulteriormente all’Auditorium Parco della Musica, sede del Festival del cinema di Roma». E per l’occasione il Museo Nazionale delle arti del XXI secolo si è «rivestito per il cinema» dotando le sue sale del dolby surround e con un’apertura apposita il sabato. «Chiediamo agli spettatori mobili del Maxxi di stare seduti a vedere un film perché, come diceva Ennio Flaiano -ha ricordato la Melandri-  il cinema è l’unica forma d’arte nella quale le opere si muovono e lo spettatore resta immobile».
Le rassegne. La manifestazione, a cura di Mario Sesti, organizzata dalla Fondazione Cinema per Roma e dal Museo nazionale delle arti del XXI secolo con la partenership di Bnl, si articola in tre sezioni: “I dimenticati – Grandi autori e film italiani da ritrovare”, “Incontri con uomini e donne eccezionali – Film documentari in lingua originale.” e “MAXXI/Anteprime – Film d’autore in anteprima ”. Tre cicli molto diversi, che secondo il curatore «tentano come entrare in una pasticceria perché viviamo in un Paese in cui i cineclub non esistono più e i film sono trasmessi sporadicamente in tv, nonostante vedere una pellicola non sia meno importante di leggere un libro».
L’importanza dei classici. “I dimenticati “ è una retrospettiva di grandi pellicole italiane dal secondo dopoguerra fino alla fine degli anni’70. «Un’esperienza eccentrica con film anche in bianco e nero e in stato malandato perché non ancora restaurati,- ha sottolineato Sesti – che favorisce così un’esperienza magica che confida anche nel pathos della distanza». Si inizia sabato con Divorzio all’Italiana di Pietro Germi, a cui seguirà una conversazione tra Mario Sesti e Carlo Verdone. Fra i protagonisti degli incontri dopo le proiezioni, sempre curate da Sesti, ci saranno attori e registi di ieri e di oggi: da Gina Lollobrigida a Carolina Crescentini, da Sergio Castellitto a Domenico Starnone, ma anche persone della società civile come il giudice Italo Ormanni. Serata speciale il 20 ottobre dedicata a festeggiare Ettore Scola.
La parola alle immagini. Nella sezione “Incontri con uomini e donne eccezionali” verranno proiettati, invece, alcuni dei migliori film documentari degli ultimi anni in lingua originale, dando particolare importanza all’evoluzione del romanzo biografico con una selezione di “vite incredibili”. Si inizia sabato 21 settembre con Girl Model di David Redmon e Ashley Sabin, il lungometraggio premiato col Marc’Aurelio nel 2011 come miglior documentario, che descrive il mondo delle modelle siberiane. «Questa è una rassegna che si basa sulla ricerca. Il progetto è, infatti,  nato mesi fa – ha precisato Mario Sesti – prima della vittoria di Sacro Gra di Gianfranco Rosi alla Mostra del cinema di Venezia. Si è voluto dare importanza al documentario come nuovo spazio di sperimentazione, maggiore dei film di finzione, un luogo di ricerca che unisce le immagini ai suoni».  Mentre la Sezione “MAXXI/Anteprime” prenderà il via mercoledì 18 settembre con Il futuro di Alice Scherson, il primo film tratto da un libro dello scrittore di culto Roberto Bolaño, che ha tra gli interpreti anche Nicolas Vaporidis, che sarà protagonista di una conversazione con Mario Sesti.  «“MAXXI/Anteprime”  è una sezione di film inediti a cui dare attenzione e fare uscire dal buio perché la nostra idea, ha affermato il curatore – è anche essere vicini al mercato».     

di Alessandra Pepe