Scandalo in Corea del Sudrimossa la presidente Park è la prima volta nel paese

Divampano le proteste dei sostenitori due morti e molti feriti negli scontri

La presidente della Corea del Sud, Park Geun-hye, è stata destituita dopo una sentenza della Corte costituzionale che ha confermato all’unanimità l’impeachment approvato dal Parlamento il 9 dicembre 2016. È il primo caso nella storia del Paese. Estorsione, corruzione, abuso di potere e rivelazione di segreti d’ufficio: queste le accuse rivolte alla donna. Park, prima donna eletta presidente e figlia dell’ex dittatore Park Chung-Hee, è stata travolta dallo scandalo scoppiato per via dei rapporti con Choi Soon-sil, sua amica e artefice di un sistema di corruzione che coinvolgeva i grandi gruppi industriali in uno scambio tra tangenti milionarie e favori governativi.

Lo scandalo è scoppiato ad inizio estate ed è andato via via crescendo fino a travolgere personaggi come Lee Jae-yong, vicepresidente di Samsung. A giugno, un’emittente locale svelò che l’ufficio della presidenza aveva spinto alcune aziende a donare 80 milioni di dollari alla Mir Foundation, una ONG nata per promuovere la cultura coreana. Due mesi più tardi il quotidiano Hankyoreh rivelò che la fondazione era stata creata da Choi Soon-sil. Da quel momento è cominciata ad emergere la strana e oscura relazione tra la Park e Choi Soon-sil, figlia di quello che era stato un tempo il suo mentore, Choi Tae-min.

Oggi, dopo mesi di gravi rivelazioni, manifestazioni di piazza, arresti di ministri e industriali, la Corte costituzionale di Seul alle 11,30 ora locale (le 3,30 in Italia) ha annunciato il verdetto.  La sentenza è stata letta in diretta tv dal Lee Jung-mi, presidente della Corte costituzionale. “La speranza è che la sentenza chiuda le divisioni nazionali – ha dichiarato- Gli effetti negativi delle azioni presidenziali e le loro ripercussioni sono gravi, e i benefici della difesa della Costituzione con la sua rimozione dalla carica sono evidenti”.

L’ex presidente, resterà nel suo ufficio della Blue House per tutta la giornata e non ha alcun piano riguardo la diffusione di un messaggio pubblico in giornata. “A causa di alcuni problemi alla residenza privata a Samseong-dong, a sud di Seul, Park è impossibilitata a trasferirvisi e dovrà restare nella residenza” presidenziale, ha dichiarato all’agenzia di stampa Yonhap una fonte anonima.

Secondo quanto riportano i media locali, la notizia sta gettando il Paese nel caos. Nonostante la polizia sudcoreana abbia portato ai massimi livelli le misure di sicurezza numerosi sono gli scontri tra i sostenitori della presidente e la polizia che si stanno verificando in queste ore. Secondo i media locali ci sarebbero anche due morti.

Luisa Urbani

Nasce a San Benedetto del Tronto il 21 agosto del 1990. Conseguita la maturità scientifica si laurea in Giurisprudenza presso l’Università degli Studi di Macerata elaborando una tesi in diritto internazionale. Negli anni della laurea collabora con testate giornalistiche on line e come portavoce di personaggi politici locali.