Scontro Ue–UngheriaOggi l’intervento di OrbanDomani voto sulle sanzioni

L'Ungheria è accusata di aver violato i valori fondanti dell'Unione europea

Domani lo “scontro” Unione Europea–Ungheria giungerà, forse, al termine. Il 12 settembre il Parlamento europeo voterà una risoluzione che chiede di attivare l’articolo 7 del Trattato dell’Ue (Tue) contro l’Ungheria. L’emiciclo di Strasburgo, dunque, è chiamato a decidere se avviare contro l’Ungheria la procedura per violazione dello Stato di diritto.

Quello di domani è un appuntamento storico, oltre che politicamente rilevante. In oltre 60 anni di storia dell’Unione è la seconda volta che la plenaria vota su una proposta di iniziativa legislativa suscettibile di innescare la procedura dell’articolo 7 del Trattato che potrebbe portare alla sospensione del diritto di voto di Budapest nel Consiglio Ue, ma anche alla ridefinizione degli equilibri politici in seno al Parlamento. L’unico precedente di applicazione dell’articolo 7 riguarda la Polonia, ma il procedimento è tutt’ora aperto.

I capi d’accusa: il report Sargentini

La proposta di iniziativa legislativa che minaccia Budapest è stata redatta dall’eurodeputata olandese dei Verdi, Judith Sargentini, e presentata ad aprile 2018 per la prima discussione alla commissione per le Libertà civili, la Giustizia e gli Affari interni del Parlamento. La principale accusa mossa dal report Sargentini è quella del mancato rispetto dei valori fondanti dell’Unione. Nello specifico, i capi d’accusa riguardano il sistema costituzionale, la libertà di espressione, l’insegnamento libero e le minoranze.  L’Unione Europea, infatti, ha espresso preoccupazione per le modifiche al sistema costituzionale, per l’indipendenza del potere giudiziario e per la stretta sulla libertà di espressione e associazione.

La contro-relazione di Budapest e l’intervento di Orban

Il governo ungherese, in risposta alla relazione Sargentini, ha inviato ai membri del Parlamento europeo e ai governi dell’Unione una contro-relazione dove si evidenziano “punto per punto tutti gli errori, i casi già chiusi e le falsità” del rapporto. La relazione  verrà illustrata questo pomeriggio dal premier ungherese, Viktor Orban. L’intervento al Parlamento europeo è previsto per le ore 15, quando il premier parlerà per sette minuti cercando di illustrare i punti saliente del contro-rapporto.

La stabilità dell’Unione Europea

Una vicenda che rischia di creare non pochi danni all’integrità dell’Unione Europea. Dal “processo” europeo a Orban potrebbero, infatti, scaturire nuove alleanze tra i diversi gruppi parlamentari. A otto mesi dalle elezioni europee di maggio 2019, il contesto politico a Strasburgo è estremamente fluido e ancora da definire.

Le ripercussioni sul Ppe

Per ottenere il via libera all’applicazione dell’articolo 7 servono due terzi dei voti. L’esito del voto di domani dipenderà in gran parte dai voti del gruppo dei Popolari, dato che è il  Ppe è il gruppo più numeroso dell’emiciclo. Il Partito popolare europeo, che vede tra i propri membri proprio il premier Orban, però è diviso. I vertici vorrebbero salvare il premier ungherese, ma non sono tutti d’accordo: c’è chi prende le distanze da quel mondo che minaccia l’integrità dell’Unione Europea.

Weber: “Ascoltiamo Orban poi decidiamo ”

“Vogliamo ascoltare l’intervento del premier ungherese Viktor Orban e poi vedremo” ha dichiarato il leader dei Popolari al Parlamento europeo, Manfred Weber. Il capogruppo non vorrebbe rompere i rapporti con il premier ungherese, ma il malcontento all’interno del partito  è tale che risulta difficile ipotizzare che lo stesso Weber possa dare ai suoi indicazioni di voto.

Kurz contro Orban

Il cancelliere austriaco Sebastian Kurz, invece, ha annunciato che gli eurodeputati del suo partito voteranno a favore delle sanzioni contro l’Ungheria. “Non si fanno compromessi sullo stato di diritto – ha detto nel corso di un’intervista con l’emittente nazionale austriaca Orf – I valori essenziali devono essere protetti”  ha dichiarato precisando di essere pronto anche ad appoggiare l’espulsione del partito di Orban Fidesz dal Ppe, se la maggioranza degli eurodeputati del gruppo voterà in aula per sanzionare Budapest.  Ma la linea di Kurz non è condivisa da tutti nel governo austriaco, dove anche c’è chi cerca di aprire ad Orban . Il vicecancelliere Heinz-Christian Strache, leader del partito nazionalista Fpo, ha infatti lanciato su Facebook la proposta di formare un blocco comune all’Eurocamera con la formazione di Orban.

Le ripercussioni sulla stabilità del Governo italiano

Quanto ai partiti di governo italiani, se il supporto della Lega di Matteo Salvini a Orban è scontato, il Movimento 5 stelle sembrerebbe favorevole a punirlo, anche se il vicepremier Di Maio ha dei dubbi perché teme che la vicenda possa avere ripercussioni anche in Italia. Quello di Orban, dunque, è un ulteriore punto su cui il governo Italiano sembra essere diviso.

Luisa Urbani

Nasce a San Benedetto del Tronto il 21 agosto del 1990. Conseguita la maturità scientifica si laurea in Giurisprudenza presso l’Università degli Studi di Macerata elaborando una tesi in diritto internazionale. Negli anni della laurea collabora con testate giornalistiche on line e come portavoce di personaggi politici locali.