NELLIS AIR FORCE BASE, NEV. -- An F-16 Aggressor takes off from the Nellis flight line during a Red Flag Exercise, March 3, 2010. Red Flag is a realistic combat training exercise involving the air forces of the United States and its allies. The exercise is conducted on the 15,000-square-mile Nevada Test and Training Range, north of Las Vegas. (U.S. Air Force Photo by Staff Sgt. William P. Coleman/RELEASED)

Siria, raid israelianoquattro caccia di Tel Avivdistruggono fabbrica chimica

Due i morti durante l'attacco adesso si temono ripercussioni

Confermato dall’esercito siriano il raid aereo israeliano annunciato dai media nelle prime ore di questa mattina. Quattro caccia dello Stato Ebraico hanno attaccato due siti militari siriani nei pressi di Masyaf, nella regione di Hama, 200 chilometri da Damasco. I due impianti, secondo quanto riportato dall’Osservatorio per diritti umani (ONDUS), sono il “Centro statale di studi e ricerche” e la base militare annessa. Due soldati sarebbero rimasti uccisi, come si apprende da un comunicato della Sana (Syrian Arab News Agency). Fonti indipendenti arrivano fino a sette vittime. Tace ancora Gerusalemme.

L’attacco arriva in concomitanza con l’esercitazione militare israeliana al confine tra Libano e Siria, la più grande degli ultimi vent’anni. I missili sono arrivati dal Libano ed erano diretti volutamente al centro scientifico. Al suo interno l’esercito siriano sviluppava armi biologiche, chimiche e nucleari, vi si trovavano dislocati, inoltre, molti missili a corto raggio. L’azione viene compiuta a poche ore dalla condanna ricevuta dall’ONU del presidente siriano Assad, causata dall’utilizzo sistematico di gas sarin negli attacchi dell’esercito siriano. Gas prodotto anche all’interno del centro colpito da Israele.

Si tratta del primo raid dopo gli accordi dello scorso maggio sulle zone di de-escalation nella guerra siriana. La regione di Hama fa parte del secondo dei quattro spazi considerati “safe”, perché abitata da 180.000 civili. Le tempistiche dell’attacco, che segue alcune significative vittorie contro l’Isis, infervorano i media: «Mostra il sostegno di Israele ai terroristi». Si attendono pericolose ripercussioni.

Gloria Frezza

Gloria Frezza (Ortona a Mare, 13/12/1991) Nel 2010 si trasferisce a Roma per studiare Lettere Moderne all’Università La Sapienza. Completato il ciclo triennale, intraprende una Laurea Magistrale in Editoria e Scrittura nel medesimo ateneo, che conclude con il massimo dei voti nel gennaio 2016. Dal 2014 collabora con la testata online “Ghigliottina”, scrivendo di cultura ed eventi. Dall’ottobre 2016 è iscritta al Master Biennale in Giornalismo dell’Università Lumsa di Roma.