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HomePolitica Software spia sui pm, l’Anm: “Nordio chiarisca il ruolo di Palazzo Chigi”

Software spia sui pm
L’Anm: “Nordio intervenga"
"Chiarisca il ruolo di Chigi”

Anm: "Timori dopo inchiesta di Report"

Avs: “Il ministro è stato smentito”

di Antonio Fera26 Gennaio 2026
26 Gennaio 2026

Il presidente dell'Associazione nazionale magistrati, Cesare Parodi | Foto Ansa

ROMA – Un software installato in 40 mila computer e il sospetto strisciante che il governo voglia spiare i magistrati italiani. Dopo l’inchiesta di Report “sulle falle nelle strutture informatiche della Giustizia”, l’Anm lancia un alert: “Emergono profili di criticità rilevanti. Chiediamo un chiarimento al ministro Nordio”. Nella nota con cui si esprime sul servizio di Carlo Tecce e Lorenzo Vendemiale, l’Associazione nazionale magistrati chiede anche “chiarezza sul ruolo di Palazzo Chigi”.

Report: “Computer dei magistrati sotto controllo?”

Secondo quanto ricostruito dalla trasmissione di Sigfrido Ranucci, su circa 40 mila computer dell’amministrazione giudiziaria – utilizzati sia da personale amministrativo sia da giudici e magistrati – risulterebbe installato un software che permetterebbe l’accesso da remoto alle postazioni di lavoro, senza che gli utenti ne siano a conoscenza.

Come funziona il software Ecm

Il programma, identificato da Report come Ecm/Sccm (Endpoint Configuration Manager/System Center Configuration Manager), è un prodotto Microsoft generalmente impiegato per la gestione centralizzata di ampie reti informatiche, come quelle di catene commerciali o totem informativi, e non per sistemi che trattano fascicoli giudiziari, documenti riservati o indagini sensibili. La trasmissione sostiene che, a partire dal 2019, i tecnici del Dipartimento tecnologico del ministero avrebbero installato questo software su tutte le postazioni di procure, tribunali e uffici giudiziari, senza informarne l’allora ministro Alfonso Bonafede.

Anm: “Fondamentale ci sia piena e totale trasparenza”

“L’inchiesta di Report e desta grave preoccupazione – scrive nella nota la giunta esecutiva centrale dell’Anm – Emergono profili di criticità rilevanti rispetto alla sicurezza e alla riservatezza, rimasti finora senza alcuna significativa spiegazione”. L’Associazione nazionale dei magistrati, nel chiedere l’intervento del ministro della Giustizia Carlo Nordio, chiarisce la necessità di “un intervento immediato per garantire la necessaria segretezza di ogni indagine e delle attività di ogni giudice e pubblico ministero, impegnati nella tutela dei diritti di ciascun cittadino”. E rispetto al ruolo di Palazzo Chigi, i magistrati italiani scrivono: “È fondamentale ci sia piena e totale trasparenza, e che ogni soggetto istituzionale la garantisca per quanto di sua competenza”.

Pd: “Meloni venga in Aula”

Il caso era arrivato alla Camera già lo scorso 21 gennaio, quando la deputata dem Debora Serracchiani, era intervenuta dopo le comunicazioni di Nordio sullo stato della Giustizia: “Un fatto gravissimo – le parole di Serracchiani – che riguarderebbe la sicurezza nazionale e che, se confermato, dimostrerebbe la volontà del governo di controllare la magistratura. Palazzo Chigi e il ministro Nordio devono chiarire subito”.

Avs: “Nordio è stato smentito”

“Forte preoccupazione” anche dai banchi di Avs, con Elisabetta Piccolotti che punta il dito contro Via Arenula: “Il ministro Nordio ha rilasciato dichiarazioni non corrette e, per l’ennesima volta, è stato smentito – è l’attacco della deputata di Sinistra Italiana – E perché non è stato ancora chiarito nei minimi dettagli il ruolo degli uffici della presidenza del Consiglio dei ministri e quindi del sottosegretario Mantovano, visto che l’ingegner Talerico non ha smentito che la richiesta di installare questo software venisse proprio da loro? Ci sono troppe domande senza risposta”.

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