Cina e Giappone, pochi casiin India allestiti 104 campil'Argentina testa un vaccino

Positiva collaboratrice di Netanyahu in Brasile Bolzonaro minimizza sul virus

Secondo l’ultimo bollettino diffuso dalla Johns Hopkins University i decessi provocati dal Covid-19 nel mondo hanno superato quota 34mila su un totale di oltre 732mila casi. Le persone finora guarite sono oltre 154mila.

La Cina domenica ha registrato 31 nuovi casi di contagi da coronavirus, di cui 30 importati e uno interno nella provincia del Gansu. La Commissione sanitaria nazionale (Nhc) ha reso noto che i decessi sono saliti a 3.304 con i quattro nuovi casi riferibili all’Hubei, la provincia epicentro della pandemia. I contagi di ritorno sono adesso 723, di cui 93 risoltisi con la guarigione e 630 sotto trattamento ospedaliero (19 i casi gravi). Le infezioni sono 81.470 nel complesso, con 2.396 pazienti in cura e 75.770 guariti.

Sono 1.896 le persone contagiate in Giappone, di cui 430 a Tokyo, mentre sono 67 quelle che hanno perso la vita. I casi gravi, in terapia intensiva, sono 65 e i guariti 975. Nel Paese le restrizioni sono ancora “soft”.

Nello Stato di Israele sono 4.347 i casi confermati di SARS-CoV-2 e quindici i decessi. Positiva anche Rivka Pauluch, collaboratrice del premier israeliano Benjamin Netanyahu. Le indiscrezioni secondo cui il primo ministro si sarebbe messo in quarantena nel rispetto delle linee guida del ministero della Salute sono state smentite. L’ufficio di Netanyahu ha precisato che il premier non andrà in isolamento: durante l’incontro di giovedì con la Pauluch, sostiene, “sono state mantenute le appropriate distanze”.

In Afghanistan nelle ultime ventiquattr’ore sono stati registrati 27 nuovi contagiati che portano a un totale di 145. Tre sono i decessi e cinque i guariti. La zona più colpita è quella di Herat, vicino al confine con l’Iran. I talebani si sono impegnati a diffondere tutte le misure di protezione necessarie per proteggere la popolazione dall’epidemia.

In India, nel quinto giorno del lockdown totale dichiarato dal premier Narendra Modi, rimbalzano in tutto il mondo le immagini di centinaia di migliaia di persone lungo le strade o alle frontiere, che avendo perso il lavoro, tentano di tornare ai loro villaggi. I numeri dicono che i positivi sono 1.071 e i morti 29. In Orissa, almeno 15mila si erano messi in cammino per tornare in Bihar, il loro stato d’origine, ma l’Alta Corte ha ingiunto allo Stato di fermarli, rinchiudendoli nei 104 campi già allestiti. Il governo ha ribadito che chiunque si metta in viaggio durante il lockdown dovrà trascorrere due settimane di quarantena in una delle strutture governative. Medici e infermieri vengono cacciati dalle loro case e costretti a dormire in ospedale. Le comunità temono il contagio e alzano barricate.

In Australia sono stati rilevati 4.100 casi di contagio e diciotto morti, quasi il doppio rispetto a una settimana fa: per questo motivo il governo ha deciso di adottare nuovi provvedimenti restrittivi, dopo che già da alcuni giorni nelle principali città sono stati chiusi tutti i servizi non essenziali. Ora saranno vietati in pubblico tutti gli assembramenti e verranno chiusi anche parchi e luoghi di ritrovo pubblici. Il primo ministro Scott Morrison ha inoltre annunciato un piano da 130 miliardi di dollari australiani (circa 72 miliardi di euro) per sostenere datori di lavoro e lavoratori che saranno colpiti dalla crisi economica causata dall’epidemia.

In Argentina, secondo le ultime statistiche rese note dalle autorità sanitarie, i contagiati hanno raggiunto quota 820, di cui venti sono morti. Il presidente Alberto Fernández ha annunciato ieri sera che la quarantena in atto nel Paese si estenderà fino al prossimo 12 aprile. In un messaggio rivolto alla popolazione, dopo una giornata di incontri con esperti e amministratori locali, Fernández ha detto di “essere molto contento” per come “ci siamo comportati come società” nella prima fase dell’isolamento sociale, preventivo e obbligatorio. Infine Fernández ha ricordato che l’Argentina è stata scelta dall’Organizzazione mondiale della sanità fra i dieci Paesi che proveranno un vaccino.

Crescono i casi di contagio da Covid-19 anche in Brasile, dove il numero attuale delle vittime sale a 136, mentre i contagiati sono arrivati a quota 4.256. Il presidente Jair Bolsonaro non perde occasione per minimizzare l’impatto del coronavirus. A suo dire, il Brasile e i brasiliani dovrebbero continuare a lavorare. Ha definito questo virus una “gripazinha”, ovvero un’influenzina. A San Paolo è tutto chiuso da martedì scorso. Anche i centri commerciali hanno iniziato a chiudere prima che venissero imposte le misure restrittive. Il pericolo qui si chiama favelas. Se il contagio dovesse propagarsi nei quartieri più poveri delle metropoli, dove la gente vive ammassata e le condizioni igieniche sono tutto fuorché ottimali, il Paese andrebbe incontro ad un vero e proprio dramma. Sembra che qui siano le gang che controllano il traffico di droga ad imporre il coprifuoco agli abitanti.

Giuseppe Galletta

Nato a Messina il 2 Giugno 1988. Dopo la maturità scientifica conclude gli studi presso l’Università di Messina conseguendo la laurea in Giurisprudenza arricchita dalla frequentazione della Scuola di Specializzazione per le professioni legali. Nel 2018 entra a far parte del Master di Giornalismo presso l’Università Lumsa di Roma.