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HomeCronaca Stefanucci: “Grazie ad Avvocato di strada imparo sul campo e continuo il volontariato”

“Dal dormitorio allo sportello
Ho scelto di difendere
diritti di chi sta in strada"

Parla un volontario della sede di Pisa

“Qui affino abilità da futuro avvocato”

di Marco Bertolini14 Gennaio 2026
14 Gennaio 2026
Avvocato di strada

Filippo Stefanucci, dottore in giurisprudenza e volontario nel futuro sportello pisano

Filippo Stefanucci è laureato in giurisprudenza all’università di Pisa e coltiva la passione per l’avvocatura e il volontariato. Sta partecipando alla nascita del primo sportello di Avvocato di strada a Pisa. A Lumsanews racconta il percorso che lo ha portato all’associazione e le sfide per aprire. 

Come ha conosciuto questa organizzazione?

“Facevo volontariato al dormitorio delle persone senza fissa dimora. Mi sono trovato molto bene sia con i colleghi che con le persone che aiutavamo e mi sono chiesto se, sempre tramite l’attività di volontariato, potessi aiutarle anche dal punto di vista legale. Dopo la laurea ho contattato la sede nazionale che mi ha spiegato come aprire uno sportello proprio nella mia città”. 

L’attività è compatibile con la pratica forense?

“No, è solo volontariato, non vale come pratica forense. Sicuramente però è un tipo di volontariato che permette di affinare certe abilità che sono utili per l’avvocatura. Per esempio permette di cimentarsi nell’impostazione di un atto ma anche di abituarsi a interagire con il cliente”. 

Qual è il rapporto tra i membri della rete?

“C’è collaborazione. È fondamentale perché Avvocato di strada ha creato delle prassi di azione per rispondere a determinate problematiche. La loro esperienza è essenziale per replicare a Pisa quel che loro hanno cominciato a Bologna e continuano a fare in tutta Italia”. 

Quali ostacoli avete incontrato nella creazione dello sportello?

“Mi ha colpito il fatto che l’Ordine degli avvocati di Pisa non abbia risposto quando li abbiamo avvisati che avremmo voluto aprirlo. Noi abbiamo anche allegato i pareri di tutti gli altri Ordini – come quello di Milano, Bologna e Firenze – ma non è cambiato nulla. Il loro silenzio ci ha rallentato, volevamo aprire molto prima”. 

Qual è in definitiva secondo lei il ruolo di Avvocato di strada?

“Non sostituisce lo Stato, ma crea i presupposti affinché diritti come il gratuito patrocinio diventino effettivi. Purtroppo non tutti i Comuni permettono alle persone senza fissa dimora di ottenere la residenza fittizia, necessaria per accedere alla rappresentanza legale e alle cure. Senza documenti è difficile usare gli strumenti statali disponibili. La maggior parte dei casi riguarda questioni amministrative. Il punto è che un senzatetto può dover affrontare problemi che, con un minimo di conoscenza giuridica, possono risultare più di facile risoluzione. Aiutare, anche con una consulenza che indirizzi a quale autorità statale rivolgersi, è alla base di questo volontariato”. 

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