Strage bus Erasmus
nessun colpevole
Spagna archivia il caso

Il giudice esclude l’imprudenza dell’autista
gli avvocati delle famiglie pronti al ricorso

Si può incolpare un conducente per un colpo di sonno? Secondo il giudice istruttore spagnolo Gloria Granell Rul «non si ravvisa una responsabilità così grave da essere punita penalmente». Si tratta archiviazione delle indagini, arrivata nel pomeriggio di ieri, aperte in Spagna dopo l’incidente di Freginales dello scorso 20 marzo. Nel viaggio da Valencia a Barcellona persero la vita 13 ragazze, fra cui 7 italiane in erasmus. Dopo quasi sette mesi dall’accaduto, secondo i legali italiani c’è una volontà di ostacolare la verità, mentre quelli spagnoli si dicono sotto choc.

Il provvedimento fa sicuramente discutere e lascia perplessità. In effetti, pur viaggiando a velocità ordinaria dopo aver rispettato i tempi di riposo prescritti dalla legge, l’autobus, che finì nella corsia opposta causando la strage, presentava delle irregolarità nella scatola nera. Essenzialmente, si trattava di brusche alterazioni di velocità e proprio per questo la polizia regionale catalana decise di aprire le indagini. Si  riteneva tuttavia che la causa più probabile fosse proprio un calo di attenzione del 62enne dipendente della società ‘Autocares Alejandro’ che si trovava alla guida. I test anti-droghe e i livelli di alcol risultarono però negativi. Fu esclusa anche l’ipotesi dell’utilizzo del cellulare al volante.

Per i famigliari non è ammissibile la decisione del giudice preliminare. L’avvocato spagnolo Christan Maiolo sottolinea che «si tratta di una decisione molto grave» visto che l’autista non è stato ancora ascoltato in tribunale. Il legale Paolo Bonello che assiste la famiglia di Francesca –  una delle sette italiane rimaste vittime – si dice incredulo dalla decisione, ma pronto a portare avanti la battaglia giudiziaria. Le famiglie straziate dal dolore, hanno già subito a luglio uno schiaffo morale da parte della compagnia assicurativa che ha ridotto del 25% percento l’indennizzo di risarcimento. «Le ragazze non indossavano le cinture di sicurezza» fu la motivazione del provvedimento.

Alessio Foderi

Nato a Orbetello nel 1994, cresce nella Maremma Toscana e si trasferisce a Pisa, per frequentare l’università dove, dopo aver trascorso un periodo a Londra, si laurea in traduzione e interpretariato nel Luglio 2016. Oltre le lingue, coltiva molte passioni come la fotografia e il cinema: curioso e determinato, dal 2014 inizia a collaborare con RadioEco.it, prima come blogger e poi come speaker della trasmissione settimanale “Associazioni d’Idee”. Adesso alla Lumsa per inseguire una passione e realizzare un sogno.