epa06218776 (FILE / COMPOSITE) - A combo file picture shows North Korean leader Kim Jong-un (L) in Pyongyang, North Korea, 10 January 2016, and US President Donald J. Trump (R) at the UN headquarters in New York, New York, USA, 19 September 2017 (images reissued 22 September 2017). The North Korean leader released a statement on 22 September 2017, vowing to make US President Trump 'pay dearly' for threatening North Korea in remarks he made during the 72nd United Nations General Assembly held in New York, New York, USA. President Trump, during the assembly on 19 September 2017, vowed to 'totally destroy' North Korea if it posed threats to the USA and its allies. North Korean Foreign Minister Ri Yong Ho warned that Pyongyang may be preparing for a hydrogen bomb test in the Pacific Ocean in response to the US President's intimidations, hours after Trump imposed fresh sanctions against the North for its nuclear weapons programs, media reported. EPA/KCNA / JUSTIN LANE EDITORIAL USE ONLY

Tensione Usa-Corea del NordPyongyang minaccia testcon la bomba a idrogeno

Kim: "Trump un folle e un bandito" Scontro anche tra Washington e l'Iran

Continua a crescere la tensione tra Stati Uniti e Corea del Nord. Dopo che nei giorni scorsi il presidente americano Donald Trump aveva minacciato di “distruggere completamente” il paese asiatico, la risposta di Pyongyang non si è fatta attendere. Il ministro degli esteri Ri Yong Ho, ai margini dell’assemblea generale dell’Onu, ha annunciato l’intenzione di condurre il più potente test di bomba all’idrogeno nel Pacifico. “Potrebbe essere la detonazione più potente nell’Oceano” ha detto Ri, spiegando però di “non avere idea di quali azioni saranno prese, dato che verranno ordinate da Kim-Jong-un”.

Dal 2006 la Corea del Nord ha già effettuato sei test nucleari, di cui l’ultimo, risalente al 3 settembre, è stato rivendicato come detonazione di un ordigno all’idrogeno. Dopo le recenti minacce di Washington, Kim ha definito Trump “un folle”, accusandolo di non essere in grado di ricoprire il ruolo di comandante in capo e descrivendolo come “una canaglia e un bandito, desideroso di giocare con il fuoco”. Il presidente degli Stati Uniti ha replicato sul suo profilo Twitter apostrofando a sua volta il leader asiatico come “un pazzo a cui non importa di affamare o uccidere il proprio popolo”.

Per Trump, i problemi in politica estera non sono legati solo alla questione nord coreana, ma arrivano anche da Teheran. Il presidente iraniano Hassan Rouhani ha infatti annunciato, nel corso di una parata delle forze armate, che rafforzerà le proprie capacità missilistiche senza chiedere a nessuno il permesso per farlo. “Aumenteremo la nostra forza militare come deterrente, che lo vogliate o no – ha detto Rouhani parlando alla televisione di Stato in risposta alle recenti critiche di Stati Uniti e Francia – Non svilupperemo solo i nostri missili, ma anche le nostre forze aeree, terrestri e marittime”. Le parole di Rouhani sono una risposta alla minaccia, ventilata da Donald Trump, di far decadere l’accordo sul nucleare firmato nel 2015.

Dino Cardarelli

Trentatrè anni, marsicano, laureato in Comunicazione all’Università di Teramo, città in cui muove i primi passi nel giornalismo, collaborando con testate cartacee ed online locali. Pubblicista dal 2009, iscritto nell’Ordine abruzzese, vuole continuare ad inseguire il suo sogno: realizzarsi come cronista sportivo.