Rete unica Tim-Open FiberIncontro positivo tra i capisu fibra e nuova azienda

Si abbassano i toni tra le due società Entrambe guadagneranno dal matrimonio

Si è concluso in meno di un’ora, nella sede romana di Tim, il primo incontro organizzativo tra Luigi Gubitosi, capo dell’azienda telefonica italiana, ed Elisabetta Ripa, il suo omologo di Open Fiber, la copartecipata di Enel e Cassa depositi e prestiti. Sul tavolo la possibilità di disegnare una rete unica. L’obiettivo, in questo caso, era quello di trovare possibili sinergie e collaborazioni, identificare i team che lavoreranno insieme e fissare un’agenda.

Le quattro aree tematiche su cui lavoreranno i tecnici e gli advisor sono la rete, il regolatorio, il commerciale e la finanza. Il loro compito è quello di definire il perimetro, rispondere alle osservazione dell’Authority, prevedere le complicazioni dell’Antitrust e assegnare un valore all’asset.

I numeri non sono ancora stati scritti, ma pare che la creazione di una nuova sinergia tra i due gruppi renderebbe l’operazione conveniente per entrambi. Conveniente al punto che sia Telecom che Open Fiber hanno deciso di abbandonare i toni belligeranti e portare la discussione a un livello più concreto di attuazione dei piani.

Erano molti a nutrire dei dubbi in passato per questo matrimonio tra le due aziende, uno su tutti Francesco Starace, l’amministratore delegato di Enel, che considerava il sodalizio come un “accrocchio societario”. Il ruolo che la società voleva ricoprire non doveva essere solo di facciata, visti soprattutto gli ottimi risultati dell’Open Fiber. Infatti, nel piano di Elliot, il fondo statunitense che ha messo le ali al progetto nella primavera scorsa, in cui la nuova azienda, controllata dal pubblico e finanziata dalle tariffe, con costi scaricati sulle bollette degli utenti, trova l’appoggio sia del ministro dello Sviluppo economico Luigi Di Maio, sia del suo alleato al governo, il vicepremier e leader della Lega Matteo Salvini.

Mariacristina Ponti

Mariacristina Ponti nasce in Sardegna nel lontano 1992, dopo un diploma al liceo scientifico, decide di conoscere il mondo e di trasferirsi a Padova e, successivamente, a Roma. Le sue passioni sono la politica, il calcio, i nuotatori e la musica indie, ma solo quella vera. E Guccini, ovviamente.