TORINO – Dalle prime ore del mattino è in corso l’operazione “Riot”, con cui la polizia di Torino ha disposto misure cautelari per otto persone. Tra questi alcuni giovani accusati di essere tra i principali responsabili dei disordini avvenuti il 3 ottobre 2025 durante la manifestazione “Blocchiamo tutto” in solidarietà al popolo palestinese. Diverse persone quella sera, al termine del corteo pro Pal, avevano attaccato degli agenti in piazza Castello lanciando pietre e bottiglie.
Nel corso delle indagini è emerso inoltre che alcuni dei destinatari delle misure cautelari sarebbero coinvolti in due rapine, una delle quali tentata, avvenute nell’area metropolitana di Torino e culminate con lesioni alle vittime
Cosa è accaduto a ottobre
Il 3 ottobre 2025 circa 50.000 persone avevano sfilato tra le vie di Torino in solidarietà con la popolazione della Striscia di Gaza e della Global Sumud Flotilla, durante lo sciopero generale promosso dai sindacati Cgil e Usb. Il corteo dei sindacati aveva sfilato senza incidenti e in tranquillità. Un’altra fazione del corteo, invece, aveva approfittato della situazione per creare disordini. Tumulti che si erano già verificati il giorno precedente nella zona delle Ogr, dove era in corsa l’Italian Tech Week alla presenza della presidente della Commissione europea Ursula von der Leyen e il fondatore di Amazon, Jeff Bezos.
Dodici agenti feriti al termine dei disordini
I gruppi si erano poi spostati davanti alla sede di Leonardo. Qui, ulteriori scontri si erano protratti per circa un’ora. Poi, in serata, nella zona ferroviaria di Porta Susa, persone incappucciate avevano attaccato gli agenti di polizia con lanci di pietre, bottiglie e altri oggetti pericolosi portando a dodici il numero di agenti feriti al termine dei disordini.
La nottata era finita con ore di disordini davanti alla Prefettura e in via Po, dov’era stato danneggiato l’allestimento di Portici di Carta, la manifestazione libraria in programma dal 4 ottobre.


