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HomeEsteri Ucraina, il veto di Orban blocca gli aiuti. Costa: “Nessuno può ricattare l’Ue”

Ucraina, il veto di Orban
blocca il prestito da 90 mln
L'ira dell'Ue: "Inaccettabile"

Meloni: "No solidarietà a Budapest

Questione risolvibile con flessibilità"

di Tommaso Di Caprio20 Marzo 2026
20 Marzo 2026
orban Meloni

BERLINO – Non c’è pace tra i Ventisette. L’accordo atteso al Consiglio europeo sugli aiuti all’Ucraina per ora non è arrivato. Lo dimostrano i toni duri utilizzati dal cancelliere tedesco, Friederich Merz, al termine della prima giornata di incontri.

Nel commentare il muro dell’Ungheria al prestito di 90 miliardi di aiuti per l’Ucraina, il leader tedesco ha parlato di “atto di grave slealtà” destinato a lasciare “tracce profonde” con “conseguenze ben oltre questo singolo episodio”. 

Uno dopo l’altro, i capi di Stato e di governo dei Paesi Ue hanno criticato il veto di Ungheria e Slovacchia. Ma ad alzare il livello dello scontro è stato il presidente del Consiglio europeo, Antonio Costa, ricordando a Budapest che “nessuno può ricattare il Consiglio europeo e le istituzioni europee”. 

Costa: “Nessuno può minacciare le istituzioni europee”

Costa ha quindi riconosciuto gli sforzi del presidente Ucraino Volodymyr Zelensky, pronto a un’ispezione europea sull’oleodotto Druzhba, sospeso da Kiev dopo l’accusa a Budapest di ricevere più petrolio del previsto.
Intanto, il capo di Stato ucraino ha annunciato la ripresa dei negoziati interrotti con la guerra di Usa-Israele all’Iran. L’appuntamento è per domani  21 marzo quando i negoziatori di Kiev incontreranno di nuovo la controparte americana.

Meloni: ‘Nessuna solidarietà a Orban ma serve flessibilità’

Il veto di Viktor Orban al prestito all’Ucraina non ha incontrato la solidarietà di nessun leader europeo. Nemmeno della presidente del Consiglio Giorgia Meloni che all’uscita del primo giorno del Consiglio Ue ha liquidato il retroscena di Politico che le attribuiva una comprensione delle ragioni ungheresi come “ricostruzioni bizzarre”.  Meloni ha quindi ribadito il ruolo dell’Ue nella diplomazia internazionale, spiegando che la situazione “è risolvibile” ma richiede “flessibilità”. 

A rilanciare il ruolo dell’Ue nel mondo è stato anche il presidente della Repubblica, Sergio Mattarella, che in una lectio magistralis all’università di Salamanca, in Spagna, ha sottolineato il “contributo che un’Europa organizzata e viva può apportare alla civiltà è indispensabile per il mantenimento di relazioni pacifiche”.

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