Ucraina, sale la tensione Russia avvia esercitazioni Gli Usa minacciano sanzioni

Biden: "Risposta ferma a invasione" Oggi incontro Putin-aziende italiane

La Russia ha avviato esercitazioni militari in Crimea, mentre cresce la tensione in Ucraina e si intensificano gli sforzi diplomatici. Kiev prova a rassicurare i suoi cittadini dicendo che una invasione russa non è imminente, anche se riconosce che la minaccia è reale e proprio ieri ha accolto un carico di aiuti militari dagli Stati Uniti per rafforzare le sue difese. 

Le rassicurazioni sono giunte nonostante la Russia nelle ultime settimane abbia ammassato circa 100 mila soldati al confine con l’Ucraina. Da Washington trapela preoccupazione, al punto che lo stesso presidente Usa Joe Biden, rispondendo ai giornalisti, si è detto pronto a considerare l’imposizione di sanzioni economiche che colpiscano direttamente il leader del Cremlino, Vladimir Putin, in caso di attacco russo all’Ucraina. Secondo Biden una offensiva militare della Russia avrebbe “enormi conseguenze in tutto il mondo” e potrebbe essere “la più grande invasione dalla seconda guerra mondiale”. 

Il presidente degli Stati Uniti, tramite il portavoce del dipartimento di Stato Ned Price ha ammonito anche la Bielorussia. “Abbiamo messo in chiaro che se la Bielorussia consentirà che i suoi territori siano usati per un attacco all’Ucraina, subirà una risposta rapida e decisa da parte degli Usa e dei suoi alleati”, ha dichiarato Price. 

Sullo sfondo anche l’Italia, con il vertice in programma oggi, il primo in videoconferenza, tra i vertici delle principali aziende italiane in Russia e Putin. “Viviamo una completa distonia rispetto alla situazione geopolitica: da un lato c’è la realtà economica russa col suo potenziale, dall’altro una realtà politica complessa dove agiscono forze che cercano di spezzare questa unità economica”, ha commentato in un’intervista all’Agi Vincenzo Trani, il promotore dell’appuntamento con il leader del Cremlino e presidente della Camera di commercio italo-russa. 

Intanto tre rappresentanti di gruppi industriali italiani hanno rinunciato ad essere presenti all’incontro. “Non voglio nominarle – ha affermato Peskov – visto che stanno circolando fake news e qualcuno sta facendo pressioni su qualcun altro”.