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HomeCronaca Un piano per far vendere la Lazio a Lotito, l’inchiesta della Procura di Roma

Il complotto per spingere
Lotito a vendere la Lazio
Indaga la Procura di Roma

Nel mirino i vertici di Banca del Fucino

Coinvolto anche il faccendiere Bisgnani

di Pietro Bazzicalupi15 Settembre 2026
15 Settembre 2026

Il presidente della Lazio Claudio Lotito | Foto Ansa

ROMA – Un piano per forzare Claudio Lotito a vendere la Lazio. È questa l’ipotesi al centro dell’inchiesta della Procura di Roma che ha portato alle perquisizioni nei confronti dei vertici della Banca del Fucino e dell’ex giornalista e faccendiere Luigi Bisignani. Come si legge su Repubblica, i carabinieri del Nucleo investigativo di via In Selci, su disposizione dei magistrati, hanno cercato telefoni, computer, chat, mail e documenti di Mauro Masi, presidente dell’istituto bancario, Francesco Maiolini, amministratore delegato, e dello stesso Bisignani. L’obiettivo è ricostruire la possibile regia dietro una lunga campagna contro il patron biancoceleste.

L’indagine

L’ipotesi investigativa è quella di una “regia unitaria” capace di coordinare iniziative diverse, dalla diffusione di notizie sulla presunta imminente cessione della società alle pressioni esercitate attraverso social e mezzi di informazione. Sullo sfondo c’è il reato di manipolazione del mercato: la Lazio è infatti quotata in borsa e, secondo la Procura, la diffusione di informazioni false avrebbe potuto provocare una sensibile alterazione del prezzo delle azioni.

Nel mirino i rapporti tra i protagonisti

Ciò che è saltato agli occhi degli investigatori sono soprattutto i rapporti tra i protagonisti. Dai tabulati emergerebbero contatti tra Maiolini e Bisignani negli ultimi due anni, oltre ad alcuni contatti tra Masi e l’ex giornalista. Ma dagli accertamenti sarebbe emerso anche un altro elemento: secondo quanto riportato nel decreto, alcune attività di denigrazione e diffusione sui social sarebbero state, in tutto o in parte, finanziate proprio da Maiolini. Nel mirino sono finite quindi le pubblicazioni su Il Tempo e l’iniziativa editoriale “Laziale alza la voce”, oltre agli articoli apparsi su Millenovecento.

La presunta campagna messa in atto contro Lotito

La Procura ipotizza che, almeno dal giugno 2024, sia stata alimentata una campagna fondata su notizie ritenute false: Lotito pronto a cedere il club, le sue società in difficoltà finanziaria e persino la volontà di portare deliberatamente la squadra in una serie inferiore per ottenere il cosiddetto paracadute. A queste si sarebbero aggiunte le voci su gruppi stranieri, fondi qatarioti e una presunta offerta da 450 milioni di euro attribuita a JP Morgan. Proprio il 31 maggio 2026, su Il Tempo, veniva pubblicato un articolo che rilanciava la presunta offerta e indicava Masi e Maiolini come figure della finanza alle quali Lotito avrebbe potuto rivolgersi per un nuovo corso nella gestione del club.

Lo stesso Lotito aveva denunciato già nel giugno 2025 di essere bersaglio di una campagna finalizzata a colpire la sua reputazione e costringerlo a lasciare la Lazio. Poi, le minacce telefoniche per spingerlo ad andare via.

L’obiettivo dell’inchiesta

Ora si cerca il collegamento tra i vari elementi. Ciò che interessa alla Procura non è tanto la partecipazione di Masi, Maiolini e Bisignani alle proteste dei tifosi, di per sé legittima, ma eventuali rapporti, finanziamenti, scambi di informazioni e coincidenze tra telefonate e pubblicazioni. L’indagine dovrà chiarire se dietro azioni apparentemente separate ci fosse una regia comune e, soprattutto, se esistano quei “mandanti” che la Procura indica come obiettivo ultimo dell’inchiesta.

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