Uomo Vitruviano al LouvreOk dal museo di VeneziaIn cambio Raffaello a Roma

Il ministro della cultura Franceschini firmerà oggi l'accordo con la Francia

Il direttore della Galleria dell’Accademia di Venezia, Giulio Manieri Elia, ha dato il suo ok: l’Uomo Vitruviano, una delle opere più famose di Leonardo da Vinci, potrà andare in prestito al museo del Louvre, in Francia. Lì, dal prossimo 24 ottobre, si terrà una mostra interamente dedicata al genio toscano del Rinascimento.
A dare la notizia è l’Ansa, che l’apprende dal Ministero dei Beni Culturali e del Turismo guidato da Dario Franceschini. Il ministro, oggi, firmerà con il suo omologo francese, Franck Riester, il Memorandum di partenariato Italia-Francia per il prestito di questa ed altre opere di Leonardo. In cambio arriveranno, dalla Francia, alcuni quadri di Raffaello per la mostra che si terrà a marzo alle Scuderie Quirinale.
Dello scambio di opere tra il Louvre e i musei italiani si era già parlato due anni fa, durante il governo Gentiloni, quando Franceschini era ministro (prima di essere sostituito nel 2018 da Alberto Bonisoli). Nei mesi scorsi c’erano state delle polemiche in merito e il governo gialloverde aveva parzialmente frenato l’iniziativa. Tuttavia Bonisoli aveva varato una normativa che prevede che sia il direttore del museo competente a decidere sul prestito, sentito il parere del segretario generale, del direttore generale Mibac per l’arte e l’archeologia e del direttore generale dei musei.
«Noi stiamo ragionando ormai da qualche settimana con il mio collega francese su quello che possiamo fare per dare una mano anche ad altri Paesi europei, tra cui la Francia, per celebrare al meglio quello che è un nostro orgoglio nazionale», aveva spiegato a metà aprile l’ex ministro.
Superate tutte le reticenze sui possibili rischi dell’operazione: già negli scorsi mesi l’Istituto Superiore per la Conservazione e il Restauro aveva stabilito che l’Uomo Vitruviano, per non subire danni, poteva essere esposto alla luce per un massimo di 50 mila ore, prima di tornare nel caveau di Venezia.

Giacomo Andreoli

Nato a Roma il 16/08/1995. Laureato triennale in Filosofia all'Università degli Studi Roma Tre, ha collaborato con il magazine "Wild Italy" ed il quotidiano del litorale romano "Il Corriere della Città". Si è occupato principalmente di cronaca e politica locale (Anzio, Aprilia, Latina, Pomezia, Roma) e nazionale-europea (con focus ed approfondimenti).