TORINO – “Nessun generale per nessuna guerra, Vannacci fuori da Torino”. Così recitano gli striscioni che accolgono il leader di Futuro Nazionale al convegno “Insicurezza urbana: il ruolo delle istituzioni e degli imprenditori”, organizzato dal sindacato Fsp della polizia di Stato. Non è mancata la tensione tra i manifestanti antifascisti e le forze dell’ordine, bersagliate con il lancio di uova. Dagli agenti non è arrivata alcuna risposta e gli Antifa sono partiti in corteo lungo corso Duca degli Abruzzi. Inutile il tentativo di alcuni piccoli gruppi di aggirare il blocco della polizia per raggiungere la sede del convegno.
L’attacco di Vannacci alla galassia antifascista
Il presidio è stato organizzato dal network antagonista torinese che fa capo al centro sociale Askatasuna, sgomberato lo scorso 18 novembre. E proprio verso di loro è stato rivolto il primo intervento di Vannacci che, dopo aver ringraziato gli agenti per il servizio svolto, ha attaccato la galassia Antifa torinese. “Non è possibile – ha detto – che in un Paese democratico e civile come l’Italia ci debbano essere 250 agenti in tenuta anti sommossa per un convegno libero, dove ci confrontiamo sul piano delle argomentazioni. E’ una cosa vergognosa. Rispondo ai collettivi, che siano Askatasuna, askatasette o askataotto, che hanno detto che non possono consentire che io faccia la passerella qui senza essere disturbato, che non mi disturbano affatto: neanche li sento”, queste le parole del generale.
A Montecitorio interrogazione parlamentare sul paventato scioglimento del partito
E mentre Vannacci si scontra con i suoi contestatori, a Montecitorio si discute del paventato scioglimento di Futuro Nazionale. “Il sistema di libertà e garanzie preordinato dai Padri costituenti, proprio per proteggere i valori di libertà e prevenire possibili rigurgiti autoritari, si fonda sulla nettissima e qualitativa diversità tra l’espressione di idee, anche poco o per nulla condivisibili, e la realizzazione di minacce violente contro l’ordinamento democratico. A quell’insegnamento dei padri costituenti tutti i governi della Repubblica si sono sempre attenuti e certamente non saremo noi a venirvi meno”, così Wanda Ferro, sottosegretaria al ministero degli Interni, risponde all’interrogazione parlamentare che chiede conto dei provvedimenti del governo nei confronti delle ultime dichiarazioni del generale.


