TEHERAN – L’ordine per l’esercito americano è di rimanere “in posizione”. Aumentano sempre di più le possibilità di un attacco Usa in Iran. A riferirlo sono i funzionari del Pentagono e della Casa Bianca, che hanno confermato la notizia al New York Times. Anche l’Iran, dal canto suo, alza il tiro e annuncia esercitazioni militari con la Russia nella giornata di oggi 19 febbraio. Lo conferma l’agenzia stampa di Stato iraniana, Irna, che giustifica le operazioni nel Golfo di Oman e nell’Oceano Indiano allo scopo di “migliorare il coordinamento operativo e lo scambio di esperienze militari”.

A far vacillare la pazienza di Trump sono stati i colloqui di Ginevra sulla questione nucleare. L’indisponibilità della Repubblica islamica a scendere a patti con la linea statunitense avrebbe reso l’inquilino della Casa Bianca “stufo e sempre più vicino ad ordinare un attacco”. A confermare l’ipotesi di un’azione militare è anche la portavoce del Palazzo del presidente, Karoline Leavitt, che mercoledì in conferenza stampa ha sottolineato come ci siano “molti argomenti a favore di un attacco contro l’Iran”.
Oltre al fronte via terra, è in rotta dal Venezuela verso il Medio Oriente anche la portaerei Gerald Ford. La nave da guerra – la più grande al mondo con reattori nucleari e di caccia a bordo – affiancherà i mezzi militari statunitensi già presenti nelle acque mediorientali. Uno schieramento bellico che non ha intimorito i vertici di Teheran. Al contrario, il leader iraniano Khamenei ha alzato ancora di più i toni, minacciando l’assetto militare statunitense di “finire sul fondo del mare”.
Con ogni probabilità l’impasse tra le due potenze potrebbe durare per tutta la settimana. I funzionari statunitensi, infatti, confermano che un’eventuale decisione di Trump potrebbe arrivare dopo questo weekend.


