Petrolio, prezzi alle stelledopo l'attacco a RiadTensione tra Usa e Iran

Dimezzate le riserve dell'Arabia Saudita Trump accusa Rohani e salta l'incontro

Due possibili crisi intrecciate tra loro oscurano lo scenario globale. Quella geopolitica che coinvolge Medio Oriente e Stati Uniti è praticamente in atto. L’altra, quella petrolifera, è uno spettro che si avvicina pericolosamente. Dopo l’attacco di sabato alle piattaforme petrolifere saudite lanciato dai ribelli yemeniti e il rapido aumento della tensione tra Nord America e Iran, schierati sui due fronti opposti, oggi il prezzo del petrolio è schizzato alle stelle.

Nelle prime contrattazioni il valore del greggio europeo, il cosiddetto Brant, è avanzato dell’11%, quello americano, il Wti, del 10%. Secondo il sito americano Bloomberg le riserve dell’Arabia Saudita si sarebbero dimezzate e mancherebbe all’appello il 6% della produzione mondiale di petrolio. La perdita sarebbe di 5,7 milioni di barili al giorno, superiore a quella nel 1979 con la rivoluzione iraniana e nel 1990 con l’invasione del Kuwait. Per questo Donald Trump ha autorizzato l’eventuale ricorso alla riserva strategica americana di greggio.

Intanto, dopo che lo stesso presidente ha fatto intendere che gli Stati Uniti ritengono l’Iran il vero responsabile dell’attacco, sembrerebbe saltato l’incontro con l’omologo di Teheran, Hassan Rohani. Il faccia a faccia, la cui idea era stata lanciata dal Segretario di Stato Mike Pompeo, si sarebbe dovuto tenere a margine dell’assemblea dell’Onu a New York della prossima settimana, per rilanciare i rapporti diplomatici. Dall’Arabia Saudita ancora non è arrivata alcuna accusa ufficiale. Se le indagini svelassero il coinvolgimento iraniano, che Teheran smentisce categoricamente, il governo americano sarebbe pronto a procedere secondo “condizioni da valutare”.

Nel frattempo la Cina invita tutti a mantenere la calma per evitare la crisi petrolifera. “Chiediamo alle parti rilevanti di evitare l’adozione di azioni che portino a una escalation delle tensioni”, ha detto la portavoce del ministero degli Esteri Hua Chunying.

Giacomo Andreoli

Nato a Roma il 16/08/1995. Laureato triennale in Filosofia all'Università degli Studi Roma Tre, ha collaborato con il magazine "Wild Italy" ed il quotidiano del litorale romano "Il Corriere della Città". Si è occupato principalmente di cronaca e politica locale (Anzio, Aprilia, Latina, Pomezia, Roma) e nazionale-europea (con focus ed approfondimenti).