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HomeEsteri Passeri: “La carta vincente di Netflix contro Paramount è una penale da sei miliardi”

“Testa a testa per Warner Bros
Netflix offre una mega penale
Paramount sfida i colossi”

Passeri: “La Grande N vede Youtube

come il vero avversario sul campo”

di Alessio Sebastiano Corsaro11 Dicembre 2025
11 Dicembre 2025
Netflix Warner Bros

Filippo Passeri, responsabile editoriale Instagram di Starting Finance

La partita tra Netflix e Paramount per Warner Bros si gioca in larga parte su un terreno finanziario complesso. Filippo Passeri lavora per Starting Finance, una community economico-finanziaria rivolta a Under 35. A Lumsanews spiega quali sono i punti chiave della mega-fusione.

Dal punto di vista finanziario quali sono le principali differenze tra l’offerta di Netflix e quella di Paramount per Warner Bros?

“Netflix offre 83 miliardi di dollari, tra azioni e contanti, per l’intero catalogo Warner, i servizi streaming, HBO compresa, e gli studi di produzione. Paramount mette sul tavolo 108 miliardi cash per tutto il pacchetto, CNN compresa, con un’offerta ostile che scavalca i vertici di WB ed è rivolta agli azionisti”. 

Perché i dirigenti di WB hanno scelto, almeno per adesso, Netflix?

“Netflix ha incluso una ‘breakup fee’, clausola che permette a Warner di incassare sei miliardi qualora l’Antitrust dovesse bocciare il matrimonio tra i due. È la più alta di sempre. Altro motivo, meno finanziario, è che con l’offerta di Netflix il numero uno di Warner, David Zaslav, rimarrebbe in carica, mentre con Paramount sarebbe amministratore delegato insieme a Ellison, se non addirittura socio minoritario”.

Quale delle due operazioni presenta maggiori rischi in vista del giudizio dell’Antitrust?

“Netflix sa che se la fusione dovesse concretizzarsi, andrà incontro a ostacoli dell’Antitrust. Ma potrebbe far leva sul fatto di non essere la prima realtà streaming degli Usa, primato di YouTube, che Netflix considera come il suo vero avversario. Se parliamo di abbonati, la situazione cambia. La grande N ha più di 300 milioni di iscritti, a cui si sommerebbero quelli di HBO Max. Un numero spropositato anche per Disney+, che ne ha meno della metà”.

E Paramount

“In quel caso l’operazione sarebbe meno impattante. Tanti dicono che è l’occasione per Paramount di competere davvero con i giganti dello streaming. Motivo per cui la società di David Ellison ha fatto questa offerta monstre di 108 miliardi, nonostante una capitalizzazione di 15,6 miliardi, per acquisire una società che attualmente vale 73 miliardi e che ha debiti per 34 miliardi. È un’occasione troppo ghiotta per tentare di competere con Netflix, Disney+ e Prime Video”.

Vede all’orizzonte un possibile aumento dei prezzi degli abbonamenti a Netflix, o a Paramount?

“A differenza di Paramount, che essendo più piccola ha meno capacità di muovere il mercato, Netflix ha il coltello dalla parte del manico e può decidere abbastanza univocamente se e quanto alzare i prezzi. Chiaramente senza esagerare, ma ha un buon margine di movimento, visto il catalogo che avrebbe una volta inglobata Warner Bros. Paramount non può permettersi altrettanto. Se lo farà, l’impatto sugli utenti sarà minimo. Entrando in gioco ora e volendo competere con giganti che hanno una solida base utenti, se si iniziano ad aumentare i prezzi già all’inizio nessuno si abbona”.

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