DOHA – Un momento cruciale per il futuro di Gaza. In Qatar inizia oggi il vertice per delineare le sorti della stabilizzazione della Striscia. Mentre ci si prepara a questo incontro, gli Stati Uniti stanno esaminando l’attacco israeliano contro un leader di Hamas a Gaza per capire se ci sia stato effettivamente una violazione del cessate il fuoco. Un atto che, come ha fatto sapere Axios, ha suscitato l’irritazione del presidente americano Donald Trump e del suo entourage composto da Rubio, Witkoff e Kusnher nei confronti del premier israeliano Netanyahu.
Il summit a Doha
Nel Paese emirato saranno presenti rappresentanti da 25 Paesi che prenderanno parte alle riunioni per definire il funzionamento, la struttura e la catena di comando che prenderà in carico l’operazione di stabilizzare la situazione a Gaza. L’obiettivo è instaurare una forza di stabilizzazione internazionale che attui sul campo le decisioni del Consiglio di pace, come previsto dal Consiglio di Sicurezza Onu dello scorso novembre.
Il ruolo della Turchia
Secondo il piano sviluppato dal presidente americano Trump, le forze di sicurezza israeliane dovrebbero ritirarsi e devolvere il controllo delle aree occupate negli ultimi anni. Un ruolo chiave lo giocherà la Turchia, che si prevede partecipi a questa operazione sul campo. Il governo turco ha ribadito più volte la propria disponibilità ed ha già dichiarato di avere pronto un contingente di duemila uomini pronti per la missione.
Un aiuto che però Israele non vuole ma sul quale insistono gli Stati Uniti. La Casa Bianca ha infatti ribadito più volte che la presenza turca sul campo è una condizione capace di aiutare il disarmo di Hamas.


