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HomeEconomia Mercati in rosso dopo la minaccia di nuovi dazi. Fmi: “Crescita globale resiliente”

Fmi aggiorna le stime
e lancia un avvertimento
"A rischio crescita economica"

Mercati in rosso dopo i nuovi dazi Usa

Al ribasso proiezioni del Pil italiano

di Enza Savarese19 Gennaio 2026
19 Gennaio 2026

Il logo del Fmi (Fondo monetario internazionale) in un'immagine d'archivio. ANSA / ARCHIVIO / MAST IRHAM / PAL

BRUXELLES –  “Ue e Usa devono trovare una soluzione sui dazi per mantenere il mercato aperto”. Suonano come un avvertimento le parole del capo economista del Fondo monetario internazionale, Pierre-Olivier Gourinchas, durante una conferenza stampa a Bruxelles per la presentazione del World Economic Outlook. L’Fmi sottolinea come le proiezioni economiche presentate nell’ultimo documento si fondino “sull’ipotesi che il livello dei dazi resti invariato”. Uno scenario minato dai nuovi tributi doganali annunciati da Donald Trump ad otto paesi europei.

Il fattore dazi ha pesato significativamente anche nell’apertura dei mercati di oggi 19 gennaio 2026, specie per Piazza Affari con un seduta in rosso per l’indice FTSE MIB. I dazi che partiranno dal 10% il 1° febbraio, dovrebbero aumentare al 25% entro il 1° giugno, a meno che gli Stati Uniti non raggiungano un accordo per l’acquisto della Groenlandia. Una preoccupazione concreta non solo per gli investitori, ma anche per Gourinchas che da Bruxelles ha sottolineato come una nuova guerra economica possa rappresentare “un rischio rilevante, che potrebbe incidere in modo significativo sulla crescita”. Secondo Washington, lo shock dei dazi non ha però al momento affondato la crescita globale, che resta stabile al 3,3% nel 2026 seguendo la scia dell’anno precedente grazie al boom nel settore tecnologico e in particolare agli investimenti nell’intelligenza artificiale.

Riviste le stime per l’Italia

Ottimismo anche per il Pil dell’Eurozona. I prospetti Fmi mostrano un rialzo in positivo dell’1,3% nel 2026 e dell’1,4% nel 2027. I dati più incoraggianti dovrebbero essere quelli di Berlino e Parigi. L’economia tedesca dovrebbe infatti crescere dell’1,1% nel 2026. Segue la Francia con un possibile rialzo dell’1% nell’anno appena iniziato. Il Pil italiano resta invece sotto l’1% – limato di 0,10 punti percentuali – con una stima del +0,7% per il 2027.

La centralità del mercato del petrolio

Ma non ci sono solo le tensioni in Groenlandia. A presentare un’incognita per la crescita economica sono anche le situazioni in Venezuela e Iran. Il focus è soprattutto sul mercato del petrolio. Se nel caso Venezuela l’ipotesi di un aumento dei prezzi del carburante è “relativamente limitata”, lo stesso non si può dire per l’Iran. “Il Paese esporta circa 1,6 milioni di barili al giorno, pari a circa l’1,5% dei consumi mondiali. È chiaro quindi che eventuali interruzioni delle esportazioni iraniane avrebbero un impatto sui prezzi del petrolio, spingendoli al rialzo”, ha sottolineato il capo economista dell’Fmi in conferenza stampa.

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