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HomeCronaca L’ingegnera che coordina i tavoli sul Tevere balneabile: “Ci riusciremo”

“Riqualificheremo il Tevere
in tutto il tratto urbano
per restituirlo ai cittadini”

Chiavola, a capo dei tavoli tecnici

“Analisi su scarichi e impatto Aniene”

di Elisabetta Guglielmi15 Gennaio 2026
15 Gennaio 2026
Agostina Chiavola, professoressa di ingegneria sanitaria ambientale coordinatrice del Tavolo scientifico

Agostina Chiavola, professoressa di ingegneria sanitaria ambientale coordinatrice del Tavolo scientifico sul Tevere balneabile

Il progetto di riqualificazione ambientale ed ecosistemica del Tevere è entrato nel vivo nella seconda settimana di gennaio con la formazione di quattro gruppi di lavoro dedicati a specifici profili di studio. A parlarne a Lumsanews è Agostina Chiavola, docente di Ingegneria sanitaria ambientale all’università di Roma La Sapienza, che ha il ruolo di coordinatore dei tavoli tecnici del progetto.

Come sarà organizzato il lavoro tra i diversi gruppi?

“Abbiamo istituito quattro tavoli tecnici, ognuno dedicato ad affrontare uno specifico aspetto del progetto (stato dell’arte, parametri sanitari e ambientali, parametri idraulici, scarichi) e coordinato da uno o più Enti. I tavoli lavoreranno in parallelo sui temi loro assegnati e si incontreranno periodicamente con il coordinatore, per riferire sullo stato di avanzamento dei lavori”.

Quali saranno i primi interventi?

“Li definiremo una volta che saranno rese disponibili le risultanze dei lavori dei tavoli tecnici. Questi daranno un quadro della situazione attuale in termini di fonti di inquinamento e tipologia di contaminazione”.

La valorizzazione del Tevere riguarderà solo il suo tratto urbano o interesserà il corso complessivo del fiume?

“È stato individuato un tratto specifico su cui indirizzare questo progetto. L’estensione va da Ponte Flaminio (all’altezza di Corso di Francia) a Ponte dell’Industria (o Ponte di Ferro). Per raggiungere l’obiettivo è necessario intervenire a monte, estendendo gli interventi su tutto il bacino drenante di riferimento”.

Quali sono i principali problemi che avete incontrato finora?

“La definizione completa dello stato ambientale attuale sarà l’obiettivo di uno dei tavoli tecnici. Sulla base delle conoscenze a ora disponibili si prevede che le principali fonti di rilascio di inquinanti possano essere gli scarichi non allacciati alla fognatura. Ma anche gli sversamenti dagli scolmatori di piena delle reti miste. Un contributo significativo è da attribuire all’immissione delle acque del fiume Aniene”.

Come cambierà l’ecosistema fluviale a seguito di questi interventi?

“L’obiettivo del progetto è quello di riqualificare il Tevere in ambito urbano, in particolare nel tratto di interesse selezionato. I progetti avranno un impatto positivo anche su tutta la parte a monte, dal punto di vista ambientale ed ecosistemico, rendendone possibile la fruizione da parte dei cittadini”.

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