Favorevole a un’ipotesi di recupero della balneabilità del Tevere “sia per una questione ambientale che di tutela della salute dei cittadini e di tutti gli esseri viventi”, è Europa Verde Ecologista. A parlarne a Lumsanews è il capogruppo Ferdinando Bonessio.
Quali sono i benefici per il territorio derivanti dalla messa in atto dei progetti per la balneazione?
“I progetti da un lato perseguono gli obiettivi dell’Agenda 2030 dell’Onu sulla sostenibilità ambientale e dall’altro inseriscono nel tessuto urbano elementi di biodiversità che sono una ricchezza per la qualità urbana. Il Tevere ha una grande possibilità di riconnessione con il tessuto della città di Roma. Con l’amministrazione Gualtieri è partito un masterplan di recupero per i parchi di affaccio, che consentono ai cittadini una partecipazione più attiva delle sponde del fiume. L’acqua balneabile è sinonimo di acqua non inquinata e quindi da un punto di vista della biodiversità potrà ripartire un’ospitalità ambientale”.
Quindi, ripensare il concetto di fiume come parte integrante della città e via di comunicazione.
“Ulteriore step sarebbe utilizzare il Tevere come linea di trasporto pubblico. Ma anche valorizzare le piste ciclabili. Quella lungo la sponda destra del Tevere c’è già, ma passa in zone dove c’è poca manutenzione, aree a rischio esondazione o dove c’è presenza di soggetti senza fissa dimora. Il Tevere può diventare un’arteria principale a livello di ciclabilità, quindi di mobilità sostenibile. Anche per questo, dove ci sono i bastioni da Ponte Milvio fino all’Isola Tiberina, ci sono le scalinate d’accesso con le canaline per il trasporto a mano delle biciclette. L’obiettivo è recuperare il Tevere partendo dalla balneabilità, guardando a un progetto più complessivo di sostenibilità, vivibilità e miglioramento della qualità della vita”.
Come procedono i tavoli istituzionali?
“Sulla questione della balneabilità, il sindaco ha rilanciato un progetto con un’ipotesi di fattibilità a cinque anni, per individuare le tipologie delle fonti inquinanti. Eseguito questo monitoraggio, parte il lavoro di individuazione delle fonti più sospette. A quel punto bisogna interloquire con le istituzioni. La cabina di regia si è data una scadenza di incontro quindicinale. Il progetto è legato a un lavoro congiunto che avrà più possibilità di essere portato a termine se Roberto Gualtieri verrà confermato sindaco anche dopo il 2027”.
Esiste un’emergenza sociale, igienico-sanitaria e ambientale legata al fiume?
“Il Tevere ha un grande problema: l’affluente Aniene proviene dalla zona di Subiaco e Tivoli e attraversa territori con una forte presenza industriale. L’Aniene stesso è quindi portatore di una grossa quantità di sostanze inquinanti riversate nel Tevere”.
Come risolvere il problema dell’inquinamento fluviale?
“Per l’inquinamento di superficie si stanno utilizzando barriere galleggianti che fanno passare l’acqua e trattengono i rifiuti di plastica. Poi c’è il dragaggio, con la necessità di pulire il fondo del fiume, che deve diventare un lavoro di routine. Restituendo il Tevere ai romani. questa mancanza di rispetto nei confronti del fiume potrebbe attenuarsi”.
Verranno realizzate delle spiagge per accedere al fiume?
“Fino alla metà degli anni Sessanta il Tevere era balneabile e vi erano delle zone storiche. Dove non ci sono i muraglioni è più facile la balneabilità. I parchi di affaccio, in realtà, già guardano a questo successivo step. Un tempo Roma aveva i barconi, dove si potevano praticare sport acquatici con una zona adibita a tavolini, ombrelloni. Il modello potrebbe essere questo”.


