ADAMUZ – Ancora una notte di dolore e speranza per gli andalusi. Il bilancio è salito a 41 morti e oltre 150 feriti. Proseguono le operazioni per identificare le vittime, recuperare i corpi e cercare i dispersi del disastro ferroviario che domenica 18 gennaio si è verificato nella regione spagnola, nella provincia di Cordoba. Il ministro dell’Interno Fernando Grande-Marlaska ha spiegato che le attività proseguiranno “fino al ripristino della normalità”. Secondo quanto riportato da El Pais, Marlaska ha confermato che sono state presentate 43 denunce di scomparsa.
Esclusi sabotaggi e errore umano
Il quotidiano spagnolo, insieme ad altri media iberici, riferisce anche che le indagini in corso sono sempre più orientate verso un possibile problema delle infrastrutture ferroviarie. Il ministero dei Trasporti ha confermato la presenza di una rottura del binario nell’aria del cambio di via di Adamuz, anche se il ministro Oscar Puente ha spiegato che bisognerà chiarire “se si tratti della causa o dell’effetto del deragliamento dei due treni”. La Commissione di Investigazione sugli incidenti ferroviari ha concentrato le proprie verifiche in questo senso, escludendo al momento sabotaggi o errori umani.
Cresce la linea ma non la manutenzione
La linea Madrid-Siviglia è la più antica dell’alta velocità spagnola. Inaugurata nel 1992, è stata oggetto di un ampio piano di ammodernamento nel maggio 2025, con un investimento di circa 700 milioni di euro, che ha riguardato binari, catenaria, sistemi di sicurezza e 63 cambi di via. Nonostante ciò, negli ultimi mesi sono stati registrati almeno otto guasti e criticità tra Adamuz e Villanueva di Cordoba. Per questo, i riflettori sono puntati sulla manutenzione. La rete ad alta velocità è cresciuta del 77% in due decenni.
“Un tratto in condizioni non ottimali”
“Ci sono stati rapporti negli ultimi sei mesi che hanno avvertito di problemi tecnici nella zona di Adamuz”, ha segnalato il docente di Ingegneria civile della Universidad Politécnica de Catalunya, Ramiro Aurin. Il professore ha evidenziato il fatto che i treni andavano più piano, a una velocità di 200 km/h rispetto ai 250Km/h consentiti nel tratto, “perchè l’infrastruttura non era la più adeguata”, ha aggiunto, spiegando che i binari poggiano su vecchie pietre e pietrisco instabile che “ha bisogno di una manutenzione continua”. La linea resterà chiusa almeno fino al 2 febbraio.


