KIEV – Kiev torna sotto attacco. Nella notte droni e missili hanno colpito la capitale ucraina e la regione circostante. Subito dopo sono state segnalate interruzioni di energia elettrica e acqua in diversi quartieri e le infrastrutture sociali sono state commutate in modalità di alimentazione autonoma. Mentre il bilancio è ancora fermo a una sola persona ferita.
Ma il popolo ucraino era già sull’attenti. Ieri – 19 gennaio – il presidente ucraino Volodymyr Zelensky aveva avvertito che la Russia era pronta a un nuovo massiccio attacco. Aveva poi chiesto “di prestare attenzione a tutti gli avvisi aerei per rispondere il più rapidamente possibile”.
Niente Davos per Zelensky
Se sul campo la guerra continua, la diplomazia cerca di fare passi in avanti. Il portavoce russo Dmitry Peskov ha chiarito che, durante l’incontro con i rappresentanti della delegazione statunitense a Davos, saranno trasmesse informazioni sul processo di pace in Ucraina. Nel frattempo Kiev ha avuto colloqui “sostanziali” con il genero del presidente americano Donald Trump Jared Kushner e l’inviato speciale Usa Steve Witkoff. Mentre per ora Zelensky resta nella sua terra. Potrebbe muoversi verso la Svizzera solo se dovesse concretizzarsi un incontro con Trump.
Cremlino: “L’Europa cerca di imporre a Usa la tregua”
Dal canto suo il Cremlino attacca l’Europa. “Stanno cercando di imporre agli Stati Uniti l’idea di un cessate il fuoco in Ucraina”, ha denunciato il ministro degli Esteri russi Serghei Lavrov. Ha poi ribadito che “Mosca non permetterà una tregua che riarmi Kiev, prima vanno stabilite delle garanzie di sicurezza che tengano presente gli interessi russi e poi fermeranno le ostilità”.


