MILANO – Trump e le sue minacce sui dazi spingono le Borse al ribasso. Le piazze europee aprono in calo, con i future che girano in rosso poco prima dell’avvio degli scambi sui listini azionari. Milano è la peggiore, con il Ftse Mib che cede lo 0,4 per cento. Francoforte parte giù dello 0,27 per cento, Londra dello 0,05 e Parigi dello 0,15 per cento.
Lo stop di Wall Street
Anche Wall Street registra una pesante frenata, con i listini che perdono il 2 per cento e lo S&P 500 – il più importante indice azionario statunitense – che brucia i guadagni del 2026, mentre gli indicatori della volatilità azionaria (Vix sopra quota 20) balzano ai massimi da novembre. In calo anche il dollaro, che perde lo 0,9 per cento sull’euro, e il Bitcoin, che scende sotto i 90.000 dollari. Salgono invece i rendimenti dei titoli del Tesoro americani (Treasury) e il petrolio, che ha superato i 60 dollari al barile.
Nuovo record dell’oro
Corsa senza freni per oro e argento, con il metallo giallo che punta a quota 4.900 dollari l’oncia nel contratto spot, toccando un nuovo record a 4.888 dollari l’oncia. Leggera frenata e immediata ripartenza per l’argento, che si mostra più volatile sui massimi, con un nuovo record a 95,56 dollari. A spingere gli acquisti sull’oro non solo la geopolitica ma anche la notizia delle “150 tonnellate di ulteriori acquisti approvati dalla Banca centrale polacca, che porterà il Paese tra i primi dieci al mondo in termini di riserve”.
Gli esperti: “Un nuovo sell America”
“È di nuovo un sell America all’interno di un contesto di avversione al rischio globale molto più ampio”, commentano gli analisti che navigano a vista tra le uscite inaspettate di Trump (atteso a Davos mercoledì 21 gennaio) in questo inizio 2026. Dal blitz in Venezuela ai suoi rinnovati attacchi alla Federal Reserve. Il sell America è un fenomeno in cui gli investitori vendono asset statunitensi (azioni, Treasury, dollaro) in risposta a rischi percepiti sull’economia o la politica americana.


