ROMA – Si allungano i tempi del decreto sicurezza. Dal pacchetto di misure discusso ieri, 20 gennaio, al vertice di Palazzo Chigi presieduto dalla premier Giorgia Meloni, resta fuori l’ipotesi del rimpatrio dei ragazzi stranieri che commettono crimini. Una norma, quest’ultima, proposta dalla Lega.
Le parole del leader leghista Matteo Salvini
Il leader del Carroccio Matteo Salvini non molla la presa: “Sul tema immigrazione e mancata integrazione serve più severità”. Questo vuol dire, ribadisce, “che i minori non accompagnati, oggi ospiti a carico degli italiani, smettono di esserlo se commettono un reato”. Poi, auspica che sul tema intervengano anche le opposizioni.
Le possibili misure del provvedimento
Tra le misure che dovrebbero confluire nel provvedimento, il divieto generalizzato di possesso di coltelli, con l’obiettivo di arginare la violenza tra minorenni, così come le zone rosse con vigilanza rafforzata per intervenire nei luoghi di spaccio e degrado, favorendo l’allontanamento di soggetti aggressivi. La nuova norma invocata dalla Lega resta fuori, almeno per il momento, dalla bozza valutata dal governo. Anche se non si escludono eventuali limature o integrazioni nei prossimi giorni.
I contatti con il Quirinale e la riunione a Palazzo Chigi
Le opzioni sul tavolo restano due: un decreto o un disegno di legge. Con l’eventuale via libera del Quirinale, la parte del testo che punta a contenere il fenomeno della violenza giovanile – inizialmente concepita in un ddl – potrebbe essere recepita nel decreto legge. Le interlocuzioni con il Colle sono già partite, anche se un accordo di governo per presentare un testo unico non è stato ancora raggiunto. La riunione a Palazzo Chigi, però, avrebbe dato buoni frutti. Il summit, hanno affermato fonti di governo, è stato “molto positivo e costruttivo”. Inoltre, ci sarebbe stata “massima condivisione” sulle misure.


