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Zappi, una mail inguaia il presidente degli arbitri: i motivi della condanna

di Elisabetta Guglielmi23 Gennaio 2026
23 Gennaio 2026
Antonio Zappi Foto Ansa

Antonio Zappi | Foto Ansa

ROMA – Il Tribunale federale nazionale (Tfn) ha reso note le motivazioni dell’inibizione per 13 mesi disposta nei confronti del presidente dell’Associazione italiana arbitri (Aia) Antonio Zappi. A incastrarlo una mail segreta, che – secondo il tribunale – rende evidente la responsabilità del presidente nelle dimissioni dei designatori della Serie C e della Serie D.

La squalifica di Zappi

Tredici i mesi di squalifica per il presidente degli arbitri. A stabilirlo a metà gennaio è stato il Tfn della Figc. Per il tribunale Zappi avrebbe esercitato pressioni sui vertici degli organi tecnici di Serie C e Serie D, Maurizio Ciampi e Alessandro Pizzi, per farli dimettere e poterli sostituire con Daniele Orsato e Stefano Braschi. La sezione disciplinare del Tfn, presieduta da Carlo Sica, ha evidenziato come il pressing per le dimissioni sia un “modus operandi” di Zappi.

La mail segreta con Marchesi

A confermare le accuse è ora una mail segreta, che inchioderebbe il presidente. Per il Tfn, Zappi avrebbe agito con “modalità sleali e abuso della propria funzione”, inducendo “gli arbitri a dimettersi”.
Il messaggio compromettente è stato inviato a Zappi dal componente del comitato nazionale Emanuele Marchesi. In data 24 giugno, nove giorni prima delle telefonate che hanno portato alle dimissioni di Ciampi e Pizzi, si legge che il presidente non vuole confermare i designatori.
Dalla mail emerge come sia stato Marchesi a chiedere la modifica del verbale del Comitato nazionale, che aveva registrato la sostituzione di Ciampi e Pizzi. E proprio questa richiesta, che permette di cancellare un riferimento indiretto alle dimissioni indotte, è stata condivisa da Zappi e approvata dal Consiglio nazionale dell’Aia.
Per Marchesi la sanzione è stata ridotta a due mesi di inibizione, vista la sua collaborazione nel fornire “elementi utili per gli accertamenti istruttori”.

Le motivazioni della condanna

Per il tribunale federale, la condotta di Zappi ha violato i principi sanciti dal Codice Etico Aia, che impongono agli arbitri di svolgere le loro funzioni con trasparenza e correttezza nel rispetto delle regole e dell’etica sportiva.
Date le modalità di richiesta delle dimissioni, la tempistica utilizzata e l’assenza di valide motivazioni, la scelta dei designatori di dimettersi “non può ritenersi, come sostiene la difesa di Zappi, autodeterminata e libera”.
I difensori di Zappi, che faranno appello, hanno abbandonato l’aula durante l’udienza. L’imputato avrà tempo fino a fine gennaio per depositare il ricorso contro la squalifica di 13 mesi. Se confermata, porterebbe alla sua decadenza da presidente.

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