PARMA – “Era capace di intendere e di volere al momento dei fatti”. Per la perizia psichiatrica disposta dalla Corte di assise di Parma, Chiara Petrolini non era affetta da alcuna “patologia”. La studentessa universitaria di 22 anni, accusata di aver ucciso e sepolto i suoi due figli, partoriti ad un anno di distanza l’uno dall’altro, si trova dal 30 settembre del 2024 agli arresti domiciliari. Le perite Marina Carla Verga e Laura Ghiringhelli non hanno identificato una patologia che possa aver inciso sulla capacità dell’imputata, ritenuta anche capace di stare in giudizio. La ragazza viene comunque definita “soggetto immaturo e fragile, meritevole di un trattamento e percorso di cura non così differente da quelli dedicati per minori”.
La perizia: “Immatura e infantile”
Alle psichiatre incaricate dalla Corte d’assise, Chiara Petrolini è apparsa come una giovane con tratti di marcata immaturità. Le specialiste hanno rilevato un “comportamento infantile”, spesso inadeguato al contesto sia nelle modalità sia nelle espressioni. Secondo le perite Verga e Ghiringhelli, la ragazza risulta “immatura anche rispetto alle tappe evolutive”, raggiunte solo “in vestigia” e non “in modo reale”, con un adattamento superficiale a ciò che lei ritiene le venga richiesto. Emerge inoltre “una evidente dissonanza tra la sensazione soggettiva e l’immagine mostrata all’esterno, iper adattata”. La perizia sarà al centro dell’udienza del 13 febbraio. Petrolini è accusata di duplice omicidio premeditato e soppressione dei cadaveri dei due figli appena nati.
Periti: “Fragilità narcisistica che può sfociare in rabbia vendicativa”
Chiara Petrolini presenterebbe “una fragilità di natura narcisistica, accompagnata da un senso di vulnerabilità e dalla percezione di essere esposta a possibili danni provenienti dagli altri”. Condizione che la porterebbe da un lato “a ritirarsi e a evitare i rapporti interpersonali, nel tentativo di non mostrare le proprie reali caratteristiche”; dall’altro, qualora si senta ferita o sminuita nel proprio valore, “potrebbe reagire con una rabbia vendicativa non proporzionata a ciò che ha ricevuto”. Sono le conclusioni contenute nella relazione psicodiagnostica redatta dallo psicologo-psicoterapeuta Mauro Di Lorenzo, incaricato dalle due perite nominate dalla Corte d’assise di Parma. L’esperto ha partecipato ai colloqui e condotto test clinici sulla 22enne di Traversetolo nell’ambito del processo. La sua relazione è inserita nella perizia depositata agli atti.


