TEL AVIV – È stato un soldato dell’Idf e non un colono a fermare i carabinieri italiani a Ramallah, in Cisgiordania, domenica 25 gennaio. Lo ha dichiarato l’esercito israeliano alla Rai di Gerusalemme. “All’inizio di questa settimana, un nostro militare ha individuato un veicolo diretto alla comunità di Sde Ephraim lungo un percorso chiuso al traffico civile”, ha spiegato l’Idf.
Che cosa è successo
I due carabinieri, in servizio al Consolato generale di Gerusalemme, sono stati minacciati, fatti inginocchiare e interrogati. Secondo l’Idf i due sono stati fermati perché si trovavano in una zona militare chiusa, nella cosiddetta area C, quella sotto il controllo israeliano.
L’irritazione di Meloni
La presidente del Consiglio Giorgia Meloni ha manifestato la sua irritazione per un fatto ritenuto “inaccettabile” e ha sentito il ministro degli Esteri Antonio Tajani per convocare l’ambasciatore israeliano Jonathan Peled. Intanto, il rappresentante dello Stato ebraico ha espresso rincrescimento per l’accaduto, affermando che il suo governo condurrà le opportune indagini.
La ricostruzione della Farnesina
Secondo la Farnesina, i due carabinieri stavano facendo una ricognizione per preparare una missione degli ambasciatori Ue in un villaggio in un territorio dell’Autorità Nazionale Palestinese. A un certo punto, sono stati minacciati da un uomo armato in abiti civili che ha puntato su di loro un fucile e li ha poi interrogati. In seguito, l’uomo ha passato loro un telefono e un’altra persona non identificata ha affermato che i due si trovavano in un’area militare e dovevano allontanarsi.
Tuttavia, dopo una verifica con il Cogat (il Comando militare israeliano per i territori palestinesi) è stato confermato che non esiste nessuna area militare in quel punto. Dopo il fatto, i due sono stati riportati incolumi al Consolato e l’ambasciatore italiano in Israele ha ricevuto istruzioni di presentare una nota verbale di protesta al governo di Gerusalemme.
È tornato a casa il corpo dell’ultimo ostaggio israeliano
Sul fronte della tregua con Hamas, le forze di difesa israeliane hanno comunicato in una nota di aver individuato i resti del corpo dell’ultimo ostaggio israeliano ucciso, che risultava ancora disperso nella Striscia di Gaza. Si tratta del sergente capo Ran Gvilii, che adesso potrà essere sepolto.
Con il ritrovamento dell’ultimo dei 255 ostaggi israeliani, è attesa l’apertura della seconda fase dell’accordo di cessate il fuoco che prevede il disarmo di Hamas, evocato anche dal presidente Usa Trump in un’intervista ad Axios, in cui ha sottolineato l’aiuto dei miliziani nel ritrovamento del corpo.
Un risultato definito “straordinario” anche dal primo ministro Netanyahu, che ha confermato di aver mantenuto la promessa di riportare tutti indietro. È la prima volta dal 2014 che non ci sono ostaggi israeliani.


