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HomeEsteri Groenlandia, l’ambasciatore Stefanini: “L’Artico già protetto dalla Nato”

“Artico resta una linea rossa
La sicurezza è solo una parte
Serve soluzione stabile”

L'ambasciatore Stefanini a Lumsanews

"Punto più basso nelle relazioni Usa-Ue"

di Tommaso Di Caprio27 Gennaio 2026
27 Gennaio 2026
Groenlandia

L'ex ambasciatore Stefano Stefanini

Trovare accordi che garantiscano l’accesso degli Stati Uniti alle risorse con condizioni chiare: salvaguardie ambientali, divisione delle royalties e regole condivise. Potrebbe essere questo uno dei modelli al vaglio dei negoziatori americani e danesi chiamati nei prossimi giorni a mediare la disputa sulla Groenlandia. L’ambasciatore Stefano Stefanini ha spiegato a Lumsanews le priorità di Washington sul dossier artico prima della svolta del presidente Donald Trump. 

Siamo al punto più basso dei rapporti diplomatici tra Usa e Ue dalla fine della Seconda guerra mondiale? 

“Siamo probabilmente al punto più basso nei rapporti tra Stati Uniti e alleati. Ma la frattura non riguarda la sicurezza dell’Artico che è un dossier che la Nato conosce da tempo, portato all’attenzione soprattutto dalla Norvegia.”

Qual è la questione allora?

“Il problema della sicurezza è semplicemente un pretesto dell’amministrazione Trump per annettere la Groenlandia. In realtà, la difesa dell’Artico è già garantita dalla Nato. Rafforzare una presenza militare americana sull’isola sotto la sovranità della Danimarca non incontrerebbe ostacoli grazie all’accordo bilaterale tra Stati Uniti e Danimarca del 1951.”

Trump sostiene che le coste groenlandesi sono minacciate da navi russe e cinesi

“Non ci sono segnali di un’intensificazione militare russa o cinese nell’area. La presenza di sottomarini russi nell’Atlantico settentrionale è storica e costante. Quanto alla rotta del Passaggio Nord-Ovest, il controllo cinese riguarda un tratto che precede la costa orientale, già presidiata dalla Nato per la difesa del varco Giuk (area compressa tra groenlandia, Islanda e Regno Unito ndr). Guardando la cartina, la rotta passa davanti alla Russia poi al Canada e infine tra Canada e Groenlandia, nelle acque della baia di Baffin.”

L’annessione della Groenlandia risolverebbe, però, i problemi di controllo delle rotte artiche e delle terre rare

“Sul piano del controllo delle rotte l’annessione non offre vantaggi: la difesa e la sorveglianza sono già garantite dalla Nato. Quanto alle terre rare, Trump avrebbe un appiglio perché c’è un progetto esistente, ma è bloccato per ragioni di sostenibilità ambientale. La Groenlandia ne è ricca e agli Usa servono per diminuire la dipendenza quasi totale dalla Cina.”

Quale sarebbe l’alternativa all’annessione? 

“Trovare accordi che garantiscano l’accesso degli Stati Uniti alle risorse, con condizioni chiare: salvaguardie ambientali, divisione delle royalties e regole condivise. Danesi e groenlandesi ne hanno già discusso a Washington con il segretario di Stato Rubio e il vicepresidente americano Vance.”

Mentre lo scenario peggiore?

“Se la pressione degli Stati Uniti per l’annessione della Groenlandia si intensifica, potrebbe evolvere in una guerra commerciale tra Usa e Unione Europea, con il sostegno di Paesi extra-Ue come Olanda e Regno Unito che si oppongono all’annessione. In uno scenario simile, le tensioni economiche e diplomatiche potrebbero avere conseguenze anche indirette per Paesi come l’Ucraina.”

La Nato sopravviverebbe?

“Non come la conosciamo oggi. Se alcuni Paesi europei volessero mantenere il legame con gli Stati Uniti, nulla lo vieterebbe, ma bisognerebbe ricostruire completamente la struttura dell’alleanza.”

Una crisi senza precedenti

“Esattamente. Nel passato divergenze commerciali tra Usa e Ue sono sempre state gestite e negoziate. Con Trump, però, si è aggiunto un mix di questioni commerciali e di sicurezza senza precedenti.”

 Che ruolo vede per l’Italia nell’Artico? 

“L’Italia non è un Paese artico, ma da oltre vent’anni considera la regione strategica. Dai primi anni Duemila, Roma ha avviato un’attenzione crescente verso l’Artico, che una media potenza come l’Italia non può ignorare per interessi economici e geopolitici.”

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