WASHINGTON – La de-escalation di Trump sull’Ice in Minnesota veicola un messaggio di “cambiamento di rotta, non di ritirata”. Ad annunciarlo è lo stesso presidente statunitense in un’intervista a Fox News. Ma la situazione resta complessa e, mentre gli agenti dell’immigrazione continuano la loro stretta, una deputata democratica di origine somala è stata aggredita durante un incontro pubblico a Minneapolis.
La “piccola de-escalation” di Trump
L’uccisione di due manifestanti – Renee Good e Alex Pretti – a Minneapolis da parte di agenti federali ha spinto la Casa Bianca a sostituire il comandante della Border Patrol Frank Bovino con lo zar delle frontiere Tom Homan. Una scelta che, come dichiarato dallo stesso Trump, non deve essere intesa come “un passo indietro”. Nel suo comizio in Iowa Donald Trump ha definito i manifestanti anti‑Ice a Minneapolis “insurrezionalisti pagati” e “agitatori pagati”.
Il presidente statunitense ha negato altre epurazioni, confermando che la ministra per la sicurezza interna Kristi Noem “resterà al suo posto”. Ma la posizione di Noem inizia a vacillare. Centoquaranta deputati democratici ne hanno chiesto l’impeachment, mentre il sindacato dei dipendenti federali ne ha invocato le dimissioni.
L’aggressione alla deputata dem
La tensione resta alta. In un’assemblea pubblica a Minneapolis – nella serata di martedì 27 gennaio – la deputata democratica statunitense Ilhan Omar stava chiedendo che Kristi Noem si dimettesse. E proprio durante il comizio la donna è stata aggredita da un uomo che le avrebbe spruzzato addosso un liquido non identificato. Subito dopo l’aggressione, la deputata ha proseguito il proprio discorso, affermando la necessità di “rimanere resilienti di fronte a qualsiasi cosa ci possano scagliare contro”.
Omar, figura di spicco della sinistra americana di origine somala, è da tempo un bersaglio primario della destra americana, e in particolare di Trump. La risposta del presidente statunitense non è tardata ad arrivare. Il tycoon, intervistato dall’Abc, ha accusato Omar di “essere un’imbrogliona”. “Probabilmente si è fatta spruzzare addosso, conoscendola”, ha dichiarato Trump. “Viene da un Paese che è un disastro, non è nemmeno un Paese, francamente”, ha aggiunto il presidente, che da mesi intensifica gli attacchi contro la Somalia.


