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Crans-Montana, parlamentari svizzeri attaccano Roma: “Politica da western”

di Alessio Sebastiano Corsaro28 Gennaio 2026
28 Gennaio 2026
Crans-Montana

L'entrata del locale "Le Constellation", teatro della tragedia di Crans-Montana | Foto Ansa

BERNA – “I toni di Roma sono inaccettabili”. Poche parole, ma concise. A parlare è l’ex presidente della Confederazione elvetica, Simonetta Sommaruga, che si è scagliata contro il governo italiano, biasimando le critiche di Roma all’inchiesta della Procura del Vallese sulla tragedia di Crans-Montana. Un’irritazione nata dalla richiesta del governo italiano di creare delle squadre investigative comuni – condizione imposta da Palazzo Chigi per il rientro a Berna dell’ambasciatore Gian Lorenzo Cornado – e che unisce in maniera trasversale anche molti deputati del Parlamento federale svizzero. Dai socialisti ai verdi, passando per liberali e democristiani, tanto che la deputata socialista del Canton Vaud, Jessica Jaccoud, ha parlato di “minacce verso uno stato di Diritto, degne di una politica da western”. 

A febbraio l’incontro tra autorità italiane e svizzere

Dichiarazioni per certi versi inaspettate, visto che l’ambasciatore svizzero a Roma, Roberto Balzaretti, ha rivelato che la procura vallesana incontrerà a metà febbraio gli inquirenti italiani per far luce sulla tragedia di Crans-Montana. Una conferma dell’apertura arrivata ieri, martedì 27 gennaio, quando l’Ufficio federale di giustizia svizzero ha aperto alla formazione di squadre comuni italo-elvetiche per lo svolgimento delle indagini sulla strage che la notte di Capodanno ha ucciso 41 persone, intrappolate nel locale “Le Constellation” di Jacques e Jessica Moretti. 

Dipartimento degli Esteri elvetico: “Fondamentale la separazione dei poteri”

“L’incendio che ha devastato Crans-Montana deve essere chiarito in modo rapido, trasparente e completo”, chiarisce l’Ufg. E spiega poi che “il Ministero pubblico del Cantone del Vallese e la Procura di Roma avrebbero la possibilità di chiedere, all’autorità di perseguimento penale competente in Svizzera, la costituzione di gruppi investigativi comuni”. Ciononostante, il Dipartimento degli Esteri elvetico ha sottolineato che sulla tragedia di Crans-Montana la competenza “è della giustizia vallesana e non della politica”, chiosando poi con una stoccata al governo Meloni: “La separazione dei poteri è un principio fondamentale nel nostro sistema democratico”.

Il medesimo obiettivo: “Chiarire con rapidità le circostanze della tragedia”

Anche se le tensioni rimangono palpabili – a conferma dell’apertura auspicata a più riprese dalla premier Giorgia Meloni e dal vicepremier, Antonio Tajani – il ministero degli Esteri svizzero ha dichiarato all’Ansa che “Svizzera e Italia perseguono il medesimo obiettivo” e “le circostanze che hanno condotto alla morte di 40 giovani provenienti da numerosi Paesi devono essere chiarite con rapidità, trasparenza e in modo esaustivo. Le persone responsabili devono essere chiamate a risponderne”.

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