CREMONA – “Un cane sciolto aggredito anche dai suoi compagni di tifo”. È stato definito così l’ultrà interista che domenica sera (2 febbraio) – durante la partita di campionato tra Cremonese e Inter – ha gettato un petardo in campo, colpendo il portiere della squadra di casa Emil Audero.
L’autore del gesto si trova ora in ospedale – dov’è arrivato dopo aver pasticciato con un altro mortaretto che gli ha portato via tre dita – in attesa di essere dimesso e arrestato.
Ma le conseguenze del gesto – che fortunatamente non ha provocato seri danni all’ex portiere nerazzurro – rischiano di coinvolgere anche la società milanese.
Cosa rischia l’Inter
Dopo il botto, Audero ha lamentato un fastidio all’orecchio, ma è riuscito a rimanere in campo e a difendere la porta della Cremonese fino al fischio finale.
E proprio questo dettaglio ha evitato alla squadra ospite una sconfitta a tavolino, che sarebbe diventata certa se il portiere fosse stato costretto a uscire per sottoporsi alle cure mediche.
“Il petardo non ha colpito l’atleta, anche se ha creato un immediato danno. Il fatto che l’atleta sia riuscito a proseguire e a concludere la partita esclude l’applicazione della sanzione massima”, ha spiegato Roberto Afeltra, avvocato ed esperto di diritto sportivo, ospite di Radio Anch’io Sport su Rai Radio 1.
Analizzando il caso, Afeltra ha osservato che adesso bisognerà “vedere quale sarà la sanzione tra la multa, la chiusura di un settore, disputare a porte chiuse una o più gare o chiudere più parti dello stadio”.
Nel mirino delle sanzioni anche la curva
Le sanzioni potrebbero toccare direttamente i tifosi della curva Nord, qualora venissero applicate delle limitazioni nell’affluenza allo stadio.
A valutare dinamiche e sanzioni sarà il giudice sportivo, che partirà però da un punto fermo: “Le società rispondono per i fatti violenti commessi in occasione della gara da uno o più dei propri sostenitori, sia all’interno dell’impianto sportivo, sia nelle aree esterne immediatamente adiacenti, se dal fatto derivi un pericolo per l’incolumità pubblica o un danno grave all’incolumità fisica di una o più persone”.
In situazioni del genere – spiegano i regolamenti – “si applica la sanzione dell’ammenda con eventuale diffida nelle seguenti misure: da euro 10.000,00 ad euro 50.000,00 per le società di serie A”. In caso di chiusura della curva, già dalla prossima giornata, l’Inter si ritroverebbe a giocare il derby d’Italia contro la Juventus senza il sostegno dei suoi tifosi.


