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Mosca apre a governance Onu e attacca Kiev: “Cellula terroristica neonazista”

di Vincenzo Cimmino16 Febbraio 2026
16 Febbraio 2026
mosca

"In Ucraina governance sotto l'Onu". Presidente russo Vladimir Putin | Foto Ansa

ROMA –  Una governance esterna in Ucraina sotto l’egida Onu, una volta finito il conflitto. È l’idea di Mosca alla vigilia del nuovo round di negoziati di domani (17 febbraio) a Ginevra. Una suggestione, in una fase in cui la trattativa per arrivare a un cessate il fuoco non riesce a decollare. L’idea di trasformare Kiev in un protettorato delle Nazioni Unite era stata evocata dal presidente russo Vladimir Putin l’anno scorso. Ora è stata riproposta dal viceministro degli Esteri Mikhail Galuzin in un’intervista alla Tass.

Dalla governance a nuove elezioni democratiche

“È una delle possibili opzioni”, ha spiegato Galuzin, aggiungendo che ci sono stati “simili precedenti nell’ambito delle attività di peacekeeping promosse dall’organismo internazionale”. In questo modo, secondo Mosca, si “renderebbe possibile lo svolgimento di elezioni democratiche in Ucraina, portando al potere un governo con cui firmare un trattato di pace, insieme a documenti legittimi sulla futura cooperazione interstatale”.

Zelensky: “Un compromesso c’è già: Putin non è in prigione”

Non si è fatta attendere la replica ucraina. Per il presidente ucraino Volodymr Zelensky il mondo ha già raggiungo il più grande compromesso nei confronti della Russia, poiché “il dittatore russo Vladimir Putin e il suo entourage sono ancora in libertà”. Lo scrive la Ukrainska Pravda. “Ci sono segnali – ha dichiarato il leader ucraino – che indicano che è giunto il momento dei compromessi, che si possono fare alcuni passi avanti. Putin e i suoi amici non sono in prigione. Questo è il più grande compromesso che il mondo abbia mai fatto”.

L’affondo di Mosca: “A Kiev regime di terroristi”

Intanto la Russia attacca i leader ucraini. Per la portavoce del ministero degli Esteri Maria Zakharova Kiev avrebbe raggiunto il livello di una cellula terroristica con tendenze neonaziste. La portavoce, in una diretta televisiva, ha sferzato il governo ucraino chiedendo ironicamente: “Perché non c’è stata una tavola rotonda su come il regime di Kiev sia passato da regime fantoccio che giocava a fare democrazia a cellula terroristica internazionale con caratteristiche uniche, ovvero una vena neonazista?”.

“Ex Wagner attivi in Europa come sabotatori russi”

Nel frattempo cala l’ombra dei sabotatori russi attivi in Europa. Secondo funzionari dell’intelligence occidentale – come riportato dal Financial Times – reclutatori e propagandisti che in precedenza lavoravano per il Gruppo Wagner russo rappresenterebbero il principale canale per gli attacchi organizzati dal Cremlino in Europa. Negli ultimi due anni Mosca avrebbe così esteso una campagna di disordini in tutta Europa. In particolare, gli agenti avrebbero ricevuto incarichi di ogni tipo: dagli incendi dolosi contro le auto dei politici e i magazzini contenenti aiuti per l’Ucraina, al fingersi propagandisti nazisti.

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