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HomeEsteri Trump valuta “attacco limitato” per pressare l’Iran. Teheran: “Risponderemo”

L'indiscrezione del Wsj
"Trump pronto ad attacco
limitato per pressare l'Iran"

L'Ira di Teheran all'Onu:

"Colpiremo le forze ostili"

di Roberto Abela20 Febbraio 2026
20 Febbraio 2026
trump iran

Il presidente Usa Donald Trump | Foto Ansa

WASHINGTON – “Donald Trump sta valutando un iniziale attacco limitato per costringere l’Iran a trattare e accettare le richieste americane nell’accordo sul nucleare”. È l’indiscrezione lanciata dal Wall Street Journal. Secondo le fonti citate dal quotidiano americano, l’attacco – se autorizzato – potrebbe avvenire nell’arco di qualche giorno e prendere di mira alcuni siti militari e governativi. Se Teheran continuasse a rifiutarsi di negoziare, allora gli Stati Uniti risponderebbero con un attacco su vasta scala, potenzialmente volto a rovesciare il regime.

L’ultimatum di Trump

Durante la sua visita in Georgia – dove si è recato ieri per sostenere la campagna elettorale repubblicana in vista delle elezioni di medio termine  – Donald Trump ha lanciato un ultimatum alla Repubblica islamica: “O troveremo un accordo o sarà una sfortuna per loro”, ha detto il presidente americano. Rispondendo ai giornalisti, The Donald ha precisato che “10, 15 giorni sono un tempo sufficiente”. 

L’ira della delegazione iraniana all’Onu

Del resto, il capo della Casa Bianca aveva già indicato questo termine durante il suo intervento al Board of Peace, parlando di “10 giorni come limite”. A stretto giro è arrivata la risposta della Repubblica Islamica: la retorica del presidente americano nei confronti dell’Iran “segnala un rischio reale di aggressione militare”. È la replica della missione permanente di Teheran in una lettera di oggi (20 febbraio) indirizzata al segretario generale dell’Onu Antonio Guterres, aggiungendo che l’Iran “non vuole una guerra”. Il Paese degli Ayatollah – si avvisa nella missiva – risponderà “con decisione” se sottoposto a un’aggressione militare e considererà basi, strutture e risorse della “forza ostile” nella regione come obiettivi legittimi.

Gli Usa pronti a una guerra aerea a lungo termine

Come riportato sempre dal Wsj, gli Stati Uniti hanno inviato un numero significativo di caccia e aerei di supporto in Medio Oriente in vista di un possibile attacco all’Iran, concentrando nella regione la maggiore potenza di fuoco dall’invasione dell’Iraq nel 2003. Uno schieramento che darà a Washington la possibilità di condurre una guerra aerea prolungata, anche della durata di settimane.

Mosca chiama Teheran

In mattinata il ministro degli Esteri russo Serghei Lavrov ha avuto un colloquio telefonico con il suo omologo iraniano Abbas Araghchi, durante il quale ha ribadito il sostegno di Mosca al processo negoziale per risolvere il contenzioso sul nucleare “nel rispetto dei diritti dell’Iran e in conformità con i principi del Trattato di non proliferazione delle armi nucleari”.

Resta alta la tensione in Medio Oriente

Ieri Iran, Russia e Cina hanno dato il via a nuove esercitazioni navali congiunte nello Stretto di Hormuz, snodo cruciale per il traffico globale di petrolio e gas naturale liquefatto. Le manovre, battezzate “Maritime Security Belt 2026”, si svolgeranno tra il Golfo di Oman e l’Oceano Indiano, ma in particolare nei pressi del porto di Bandar Abbas, base strategica della marina iraniana. Qui sono infatti concentrate infrastrutture, sensori e mezzi che sarebbero potenziali bersagli in caso di conflitto. Come spiegato dal sito The War Zone, la presenza, seppur temporanea, di navi russe e cinesi nelle vicinanze lascia presupporre che qualsiasi azione militare statunitense dovrà tenere conto della loro posizione, per scongiurare rischi di coinvolgimento diretto di Mosca o Pechino.

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