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Il tesoro di Michelangelo. Ritrovate venti opere e un cubicolo scomparso

di Antonio Fera20 Febbraio 2026
20 Febbraio 2026

Il ritratto di Michelangelo Buonarroti di Daniele da Volterra e il bozzetto del piede della Sibilla Libica attribuito a Michelangelo andato all'asta da Christie's lo scorso 5 febbraio | Foto Ansa

ROMA – Venti opere di Michelangelo, finora poco note o di attribuzione incerta, tornano al centro della storia dell’arte. A ricollegarle all’artista rinascimentale è uno studio che rimette in discussione uno dei punti fermi della sua biografia: l’idea che Michelangelo, prima di morire, avesse distrutto i propri bozzetti.

Lo studio

La ricerca è di Valentina Salerno, studiosa indipendente romana, che in “Michelangelo. Gli ultimi giorni” riscrive l’ultimo periodo di vita dell’artista attraverso l’analisi incrociata di documenti conservati in archivi italiani e stranieri. Dalle carte emerge una ricostruzione diversa da quella tradizionale. Le opere presenti nella casa romana di Michelangelo non sarebbero state eliminate, ma messe al sicuro.

Il cubicolo scomparso

“Uno dei documenti ritrovati descrive l’esistenza di una stanza in cui vennero nascosti dei beni”, spiega la ricercatrice al quotidiano romano Il Messaggero, “che conteneva materiale tanto prezioso da prevedere un sistema di chiavi multiple per la sua apertura”. Ma che comunque “è vuota da oltre 400 anni”.

La messa in salvo delle opere

Secondo Salerno, Michelangelo avrebbe affidato ad allievi e persone di fiducia il compito di mettere in salvo i suoi lavori. Da qui prende avvio una nuova fase di ricerca: quella delle opere disperse, che ora potrebbero essere riconosciute con maggiore certezza e ricondotte al catalogo dell’artista.

L’asta di Londra

La ricerca è stata sostenuta dai Canonici Regolari Lateranensi del Santissimo Sacramento e dal professor Michele Rak. Il cardinale arciprete di San Pietro, Mauro Gambetti, ha promosso la creazione di un comitato scientifico composto da studiosi di musei internazionali. L’asta del 5 febbraio da Christie’s, a Londra, dove è stato venduto il bozzetto del piede della Sibilla Libica, ha visto gli storici della casa d’aste seguire la stessa traccia di attribuzione individuata da Salerno. “Ho avuto un tuffo al cuore”, la reazione della ricercatrice romana nell’apprendere la notizia.

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