MILANO – Nessuna cerimonia di apertura dei Giochi paralimpici invernali di Milano Cortina per gli atleti paralimpici ucraini. Un invito declinato come segno di protesta contro la decisione del Comitato di far gareggiare i russi sotto la loro bandiera nazionale.
Ad annunciarlo è stato lo stesso Comitato Paralimpico Nazionale di Kiev: “La squadra paralimpica ucraina e il Comitato Paralimpico Nazionale dell’Ucraina boicottano la cerimonia di apertura dei XIV Giochi Paralimpici Invernali e chiedono che la bandiera ucraina non venga utilizzata alla cerimonia di apertura delle Paralimpiadi 2026”.
La polemica nasce a seguito della revoca del divieto scattato dopo l’invasione del febbraio 2022. Una decisione presa dal Comitato paralimpico internazionale nel settembre dello scorso anno a Seul, in Corea del Sud. Sarà quindi nuovamente consentita la partecipazione delle atlete e atleti russi e bielorussi con inno e bandiera nelle discipline paralimpiche. Saranno, dunque, “trattati come qualsiasi altro Paese”, come ha sottolineato lo stesso Comitato.
A gareggiare nei Giochi, in programma dal 6 al 15 marzo, saranno sei atleti russi e quattro bielorussi. Al Comitato paralimpico russo sono stati assegnati due posti nello sci alpino, due nello sci di fondo paralimpico e due nello snowboard. Mentre, al Comitato paralimpico bielorusso i quattro posti sono tutti per lo sci di fondo.
La decisione presa dall’Ipc, come prevedibile, aveva irritato Kiev che ha continuato a chiedere allo sport mondiale di escludere gli atleti russi e bielorussi.
Richiesta che era stata appoggiata anche dal governo italiano, con una dichiarazione congiunta del titolare degli Esteri, Antonio Tajani, e dello Sport, Andrea Abodi: “La perdurante violazione della tregua e degli ideali olimpici e paralimpici da parte della Russia, appoggiata dalla Bielorussia, è incompatibile con la partecipazione dei loro atleti ai Giochi, se non come atleti individuali neutrali”.
Di tutt’altro parere la Lega: “Le Olimpiadi sono un momento di dialogo è amicizia. È una notizia positiva che alle Paralimpiadi gli atleti di tutte le nazioni possano gareggiare sotto le loro bandiere”.


