KIEV – A quattro anni dall’invasione russa, l’Ucraina continua a combattere. È una resistenza quotidiana, sul campo di battaglia ma anche sul fronte diplomatico. “Kiev farà tutto il necessario – ha dichiarato il presidente ucraino Volodymyr Zelensky – per arrivare a una pace solida e duratura”. Poi, l’attacco al Cremlino: “Putin è l’impersonificazione della guerra. Ma non ha raggiunto i suoi obiettivi e non ha piegato gli ucraini”.
Zelensky: “Putin è l’impersonificazione della guerra”
“Abbiamo preservato l’Ucraina e faremo tutto il possibile per raggiungere la pace e per garantire giustizia” ha assicurato Zelensky, nel quarto anniversario dall’inizio della guerra. Nella sua visione dello stato attuale, il presidente russo Vladimir Putin “ha fallito, non ha raggiunto i suoi obiettivi di guerra. Non ha piegato gli ucraini”. In videocollegamento con l’Eurocamera di Bruxelles, rincara la dose ricordando le guerre in Cecenia e in Georgia: “Putin è l’impersonificazione della guerra, non accetta che in altri posti del mondo la gente viva in modo diverso”.
L’appello di Kiev a Donald Trump: “Non faccia il gioco di Putin”
Parlando del ruolo del presidente degli Stati Uniti, il presidente ucraino chiede che non si faccia il gioco di Putin. “I russi stanno giocando con Trump e con il mondo intero – ha affermato. – È miope credere che la guerra finirà con il ritiro ucraino dal Donbass, di Mosca non ci si può fidare”. Invita poi Donald Trump a visitare Kiev, così da vedere con i propri occhi la realtà vissuta dagli ucraini: “Solo toccando con mano il nostro popolo e l’enormità di questo dolore si capisce cosa sia veramente questa guerra. E che Putin è la causa del suo inizio e l’ostacolo alla sua fine”.
Il ruolo dell’Europa: la via della difesa olandese
Mentre la diplomazia internazionale rimane in attesa delle prossime mosse di Trump e l’Unione europea viene bloccata dal veto ungherese su nuove sanzioni, Kiev cerca altri accordi. I recenti colloqui tra il presidente Zelensky e il premier olandese Rob Jetten segnano l’avvio di una strategia militare. Al centro, il supporto all’Ucraina nella difesa aerea. Una risorsa vitale per proteggere la popolazione civile e le infrastrutture energetiche.
Cremlino: “Obiettivi non raggiunti, la guerra continua”
Da Mosca intanto il portavoce del Cremlino Dmitry Peskov accusa Londra e Parigi di violare il diritto internazionale. Il motivo sarebbe una presunta intenzione di “trasferire una bomba nucleare a Kiev”. Peskov conferma anche che gli obiettivi in Ucraina non sono stati “pienamente raggiunti”, sottolineando quindi che “l’operazione militare speciale continua”. Tra le opzioni anche la via diplomatica: “La Russia rimane aperta a raggiungere i suoi obiettivi con mezzi politici e diplomatici – ha dichiarato Peskov – e gli interessi della Russia saranno garantiti in ogni caso”. Le tensioni con l’Unione europea vengono alimentate dalle parole del Ministro degli Esteri Sergey Lavrov, secondo cui non ci sarebbero margini di intesa con l’attuale classe dirigente europea.
L’Europa divisa, Von der Leyen: “Pace sia alle condizioni di Kiev”.
Il veto del primo ministro ungherese Viktor Orban alimenta polemiche che a Budapest vengono denunciate come “interferenze nella campagna elettorale ungherese in corso per creare incertezza e caos a scapito di Orban”, come dichiarato da Janos Boka, ministro degli Affari europei ungherese. Intanto alcuni leader europei hanno passato la giornata di oggi 24 febbraio a Kiev per commemorare i quattro anni di guerra. Tra loro, il presidente del Consiglio Antonio Costa e la presidente della Commissione Ursula von der Leyen, che ha dichiarato: “Non ci arrenderemo finché non sarà ristabilita la pace. La pace sarà alle condizioni dell’Ucraina”. Dalla Gran Bretagna arriva la notizia di un pacchetto di sanzioni contro la Russia, con 300 nuove misure contro aziende e individui nel settore energetico e petrolifero. Il governo di Starmer punta a indebolire le esportazioni di petrolio, in particolare del colosso russo degli oleodotti Transneft, responsabile dell’80% dell’export.
Lo stato della guerra
La situazione sul campo è descritta da António Guterres, Segretario Generale delle Nazioni Unite, come “una guerra devastante, una minaccia costante per la pace a livello regionale e internazionale”. Inoltre sottolinea come questo ultimo anno di combattimenti sia stato il più letale per i civili ucraini. Inoltre secondo un’analisi Afp dell’Institute for the Study of War (Isw), l’esercito russo ha conquistato più territorio nell’ultimo anno rispetto ai 24 mesi precedenti, avanzando di 4.524 chilometri quadrati.


