LONDRA – L’arresto – e il successivo rilascio – di Peter Mandelson fanno tremare il governo britannico. L’ex ambasciatore laburista, invischiato nello scandalo Epstein, è stato preso in custodia la sera del 23 febbraio per poi essere liberato nella notte su cauzione. Mandelson è accusato di aver passato al miliardario pedofilo informazioni riservate quando era ministro del governo di Londra fra il 2009 e il 2010.
In particolare, l’ex ambasciatore avrebbe allertato Jeffrey Epstein sull’imminente piano di salvataggio dell’euro, oltre che su progetti di privatizzazioni e di politica fiscale. Tutte informazioni di cui il finanziere potrebbe aver approfittato per guadagnare ingenti somme di denaro. In cambio, le autorità sostengono che Mandelson abbia ricevuto pagamenti per 75 mila dollari dal finanziere morto in carcere nel 2019.
Le mail negli Epstein files
L’indagine della polizia britannica era partita qualche settimana fa, dopo che erano emersi scambi di mail tra il politico britannico e il magnate americano all’interno dei file pubblicati dal dipartimento di Giustizia Usa. Già lo scorso settembre, alle prime avvisaglie dello scandalo, Mandelson si era dimesso dal suo ruolo di ambasciatore negli States e aveva lasciato il partito laburista. Il 4 febbraio, poi, alla luce delle evidenze emerse all’interno degli Epstein files, il politico ha lasciato anche la Camera dei Lord.
Starmer in bilico
Le opposizioni puntano il dito sul premier britannico Keir Starmer, accusato di mancanza di giudizio per aver nominato in una posizione così delicata un politico già noto per i suoi rapporti con il miliardario pedofilo. Il primo ministro si è difeso, dicendo che Mandelson gli aveva dato l’impressione di “conoscere appena” Epstein, pur ammettendo di aver commesso un errore di valutazione. La posizione dell’inquilino di Downing Street resta in bilico. La resa dei conti potrebbe arrivare già questo giovedì, quando i laburisti rischiano di perdere un’importante elezione suppletiva.


