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HomeCultura Anthropic non cede al Pentagono: “IA contraria a valori democratici”

Anthropic rigetta il Pentagono
“No all’uso senza limiti
dell’Intelligenza artificiale”

La risposta del ceo Amodei

“Incompatibile con i valori democratici”

di Elisabetta Guglielmi27 Febbraio 2026
27 Febbraio 2026
Vista esterna della sede centrale di Anthropic a San Francisco, California, USA

Vista esterna della sede centrale di Anthropic a San Francisco | Foto Ansa

WASHINGTON – Accedere “senza restrizioni all’IA per scopi militari è incompatibile con i valori democratici”. Risuona ferma e decisa la risposta al Pentagono di Anthropic, l’azienda statunitense di intelligenza artificiale.  

La risposta di Anthropic

Anthropic ha respinto l’ultima offerta del Pentagono per disinnescare l’impasse che si è venuto a creare sull’uso di Claude, il suo chatbot, per scopi militari. La startup di intelligenza artificiale si è opposta alle richieste del dipartimento della Difesa degli Stati Uniti che avrebbe voluto accedere senza restrizioni alla sua tecnologia.

Dopo la proposta avanzata nei giorni scorsi, il capo del Pentagono Pete Hegseth aveva concesso fino a venerdì 27 febbraio il tempo per decidere se lasciare l’accesso incodizonato all’Ia. L’amministratore delegato Dario Amodei ha risposto all’ultimatum dicendo che Anthropic “non può in buona coscienza” cedere a tali richieste. “Le minacce – ha aggiunto – non cambieranno” questa posizione. 

Anthropic non scenderà quindi a patti per revocare completamente le sue misure di sicurezza. Claude resta, così, l’unico modello di Ia disponibile nei sistemi più riservati dell’esercito e quello con le migliori performance nelle attività di intelligence più delicate. 

Le richieste del Pentagono

La startup aveva proposto di revocare le misure di sicurezza, salvaguardando, però, la sorveglianza di massa degli americani e lo sviluppo di armi autonome, capaci di colpire senza l’intervento umano. Il dipartimento della Difesa statunitense aveva chiesto maggiori libertà, convocando il ceo Amodei per esprimergli la sua frustrazione sulle limitazioni all’uso dell’intelligenza artificiale. Il Pentagono ora è pronto a forzare la mano e ha già minacciato di interrompere il suo contratto da 200 milioni di dollari con la startup.

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