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HomeEconomia La guerra affossa le Borse europee, Milano peggiore in Europa

Borse in profondo rosso
Milano perde il 4,6%
Volano gas e petrolio

Giù anche i future di Wall Street

Attesi rincari nelle bollette

di Enza Savarese03 Marzo 2026
03 Marzo 2026

MILANO – Non accenna ad arrestarsi la caduta libera delle borse europee, che risentono dei risvolti del conflitto in Medio Oriente. Ad aprire in profondo rosso è Milano: l’indice Ftsi Mib, che dopo aver toccato il -3,8% in avvio di giornata, crolla fino al 4,6% attestandosi come il peggiore in Europa. Il bilancio in negativo che non fa sconti nemmeno per le altre borse europee: Madrid registra il -3,2%, Francoforte tocca -2,8%, Parigi si attesta al -2,2% e Londra cede il 2%.

In rosso anche Wall Street e le borse asiatiche

In picchiata anche i future di Wall Street. Gli indici azionari statunitensi già da lunedì, a un giorno dall’inizio dei bombardamenti in Iran, erano scesi di oltre l’1%. Un quadro che oggi, mercoledì 3 marzo, non migliora con Nasdaq 100 che cede il 2% e lo S&P 500 l’1,6%. Chiusura negativa pure in Asia. L’indice Msci Asia Pacifico chiude la seduta a -2,8%, ma a crollare è Seul in perdita del 7,2%, seguita da Tokyo a -3,06%, Hong Kong -1,1%, Shanghai -1,4%, Shenzhen -3,2% e Mumbai -1,2%. 

Aumenta il prezzo del carburante 

A preoccupare sono i rialzi delle materie prime, in primis quello del carburante. L’incertezza sulla mobilità nello stretto di Hormuz, il prezzo del gas sfonda la soglia dei 60 euro al megawattora raggiungendo i massimi da agosto 2022. In tensione anche il petrolio, con il Brent che raggiunge gli 82 dollari al barile. Il blocco di oltre 150 petroliere tra il Golfo Persico e il Golfo dell’Oman non solo ha interrotto la produzione di gas naturale liquefatto, ma ha anche causato un rialzo del prezzo per le navi da cisterna, utilizzate per il trasporto del gasolio. Secondo i dati di Bloomberg, infatti, un’imbarcazione dopo l’attacco in Iran costa 200mila dollari al giorno, il doppio rispetto alla scorsa settimana. 

I rincari sulle bollette 

Una crisi finanziaria che i cittadini pagheranno nelle bollette di luce e gas. Secondo le stime del Codacons, infatti, l’impennata del petrolio, con il Wti che sale di +9,4%, inciderà inevitabilmente per gli italiani, non solo nel prezzo delle bollette, ma anche sui prezzi dei beni che vengono trasportati dalle zone vicine al conflitto. 

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