ROMA — Riprende al Senato l’esame del disegno di legge per il contrasto all’antisemitismo. È in corso l’illustrazione degli emendamenti proposti, che sono in tutto 35. Il provvedimento è costituito da 5 articoli nella versione approvata dalla commissione Affari costituzionali e ora è all’esame dell’Aula.
Un esame che però procede a rilento a Palazzo Madama. La seduta è stata sospesa una prima volta in mattinata, e una seconda volta poco dopo, in attesa del parere della commissione Bilancio sugli emendamenti e quindi per poter verificare gli emendamenti stessi.
Ieri l’Aula ha concluso la discussione generale sul testo e oggi, una volta terminato l’esame degli emendamenti, si procederà con le dichiarazioni di voto e il voto finale. Rischio spaccatura nel centrosinistra con il Partito democratico che marcia diviso. La maggioranza Dem voterà sì solo se saranno apportate modifiche al testo, in caso contrario minaccia l’astensione. Mentre la componente riformista, guidata dal senatore Graziano Delrio, difende il ddl sottolineando la sua importanza e ritenendo che non limita la libertà di espressione e non impedisce di criticare il governo israeliano.
Il nodo critico rimane la definizione di antisemitismo. Il testo adotterebbe quella dell’International Holocaust Remembrance Alliance. Il Pd chiede infatti di modificare gli indicatori (o esempi) della definizione. Per i Dem, sono “distorsivi” e creerebbero confusione tra antisionismo e antisemitismo. D’accordo i 5 Stelle che sottoscrivono l’emendamento. Il resto delle minoranze andrà in ordine sparso: Avs non dovrebbe spostarsi dal voto contrario (come ha fatto nella commissione Affari costituzionali) mentre Italia viva e Azione sono a favore.
Dal canto loro, Forza Italia e Fratelli d’Italia si dicono favorevoli e criticano chi non ha accolto l’appello di unità e convergenza della senatrice Liliana Segre.


