ROMA – L’Unione europea scende in campo divisa. Sulla questione iraniana i Paesi dell’Ue non hanno mostrato compattezza neanche per difendere il premier spagnolo Pedro Sánchez dalle offese di Washington. Se da un lato Bruxelles ha rispedito al mittente le minacce commerciali del presidente americano Donald Trump, dall’altro pesa la mancata solidarietà del cancelliere tedesco Friedrich Merz e il silenzio della presidente del consiglio italiana Giorgia Meloni.
Il monito della Commissione europea agli Usa
“Il commercio tra l’Ue e gli Stati Uniti – ha avvertito la Commissione europea – è profondamente integrato e reciprocamente vantaggioso. Salvaguardare questa relazione, in particolare in un momento di turbolenze globali, è più importante che mai ed è chiaramente nell’interesse di entrambe le parti. Siamo solidali con tutti gli Stati membri e tutti i loro cittadini, attraverso la nostra politica commerciale comune siamo pronti ad agire”.
“Solidali con tutti gli Stati membri e i cittadini”
Il leader iberico, oltre a quello del presidente della Commissione Antonio Costa, incassa anche il sostegno della presidente della Commissione Ursula von der Leyen, e del presidente francese Emmanuel Macron. Espressioni di solidarietà che Sánchez ha accolto con un ringraziamento pubblico. A mancare all’appello Roma e Berlino. Per il ministro degli Esteri spagnolo José Manuel Albares “altri cancellieri tedeschi difficilmente avrebbero rilasciato le stesse dichiarazioni di Merz”.
Diviso il Parlamento europeo
Lo scontro tra Madrid e Trump spacca anche il Parlamento europeo, rispolverando l’asse tra il Ppe e le destre di Ecr e Patrioti. Con i loro voti, infatti, è stata bocciata dalla conferenza dei capigruppo la proposta presentata dai Verdi di aggiungere al programma della plenaria della prossima settimana un dibattito dedicato alle minacce di sanzioni da parte degli Usa alla Spagna.
“In Iran ci sia spazio per la diplomazia”
L’Unione, in ogni caso, resta divisa sul programma da adottare in questa situazione di crisi. “Ci deve essere spazio per la diplomazia – ha detto l’alto rappresentante Ue Kaja Kallas ai partner del Golfo – per uscire dal ciclo di escalation, le guerre finiscono con la diplomazia: la nostra visione comune è che vogliamo stabilità nella regione, che il conflitto non continui e che ci sia il rispetto del diritto internazionale”.


