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HomePolitica Tajani e Crosetto in Aula, sì a sostegno per Cipro e Paesi del Golfo. Meloni sente Macron

Tajani e Crosetto alla Camera
"De-escalation in Iran
resta obiettivo primario"

Meloni sente Macron su sostegno Golfo

Ai voti la risoluzione del centrodestra

di Irene Di Castelnuovo05 Marzo 2026
05 Marzo 2026
Tajani e Crosetto

Il ministro della Difesa Guido Crosetto e il ministro degli Affari Esteri Antonio Tajani alla Camera dei Deputati durante le comunicazioni del governo sulla crisi in Iran | Foto Ansa

ROMA – “Di fronte a una reazione sconsiderata possiamo aspettarci di tutto e tutto può essere aspettato”. In occasione delle comunicazioni alla Camera sulla guerra in Iran, il ministro della Difesa Guido Crosetto paventa scenari imprevisti. Dopo l’attacco alla base britannica a Cipro e il missile intercettato sui cieli della Turchia l’Italia è in allarme. L’obiettivo del Paese viene riassunto dalle parole del ministro degli Esteri Antonio Tajani: “Stella polare del nostro impegno resta la de-escalation” per “evitare un allargamento del conflitto”.

Il Risiko proposto dal centrodestra

Il titolare della Difesa predispone varie risposte per contrastare Teheran: dal “dispositivo multi dominio in Medio Oriente, con sistemi di difesa aerea anti drone e antimissilistica” fino all’innalzamento “della difesa aerea e anti balistica nazionale in coordinamento con gli alleati e con la Nato”. Anche tutto il centrodestra in una risoluzione – votata in Aula dopo le comunicazioni di Tajani e Crosetto – mette nero su bianco il piano della maggioranza di governo. Al centro del testo ci sono le basi Usa nel territorio italiano che verranno “concesse alle forze statunitensi” per le “attività addestrativa e di supporto tecnico-logistico” e il sostegno agli “Stati Ue nella difesa del proprio territorio da attacchi missilistici o via droni da parte iraniana”.

Gli italiani coinvolti nella crisi

Intanto, continua l’impegno della Farnesina per far tornare in Italia i 100mila cittadini coinvolti direttamente o indirettamente nelle aree colpite dalla crisi. “La sicurezza dei connazionali è la priorità assoluta”, spiega il vicepremier. Al momento, in 10mila sono stati aiutati a lasciare le zone a rischio. Impegno esteso anche ai 250 militari evacuati in Arabia Saudita da Kuwait, Qatar, Bahrain e Libano. 

Meloni: “Preoccupa reazione dell’Iran”

La presidente del Consiglio Giorgia Meloni si muove in linea con l’Europa. Nel corso di una conversazione con il Capo di Stato francese Emmanuel Macron, i due hanno ribadito “il comune impegno per sostenere le Nazioni del Golfo” concentrandosi anche “sull’impatto delle ostilità sulla libertà di navigazione”. Ma la posizione italiana rimane invariata: “Non siamo in guerra e non vogliamo entrare in guerra”. Ai microfoni di Rtl 102.5 Meloni ha mostrato tutta la sua inquietudine legata alla “reazione scomposta dell’Iran, che sta sostanzialmente bombardando tutti i paesi vicini compresi quelli che si erano spesi per un accordo sul nucleare iraniano”. Se la volontà di inviare aiuti ai Paesi del Golfo è certa, rimane in bilico la questione riguardante l’uso delle basi militari americane nel territorio americano. Qualora dovessero arrivare richieste più estese dal Pentagono “decideremo con il Parlamento”, spiega durante la trasmissione radiofonica.

Timori economici per l’Italia

Le preoccupazioni arrivano anche alle possibili ripercussioni sull’Italia, a partire da quelle economiche. “Dobbiamo impedire che la speculazione faccia esplodere i prezzi dell’energia e generi alimentari”, spiega la premier. Sono già previste delle contromisure per eventuali rincari sulle bollette: “Sono pronta ad aumentare le tasse ad aziende che dovessero speculare”, avverte. 

Le reazioni delle opposizioni e il faccia a faccia con Mattarella

Dagli scranni delle opposizioni si alzano le polemiche. “Venga in Aula Meloni”, il coro condiviso da Pd, M5s, Avs e +Eu. “Quando c’è da venire in Aula a riferire al Paese, la presidente del Consiglio non si presenta e manda allo sbaraglio i ministri Crosetto e Tajani. Di cosa ha paura, da cosa fugge?”, incalza il co-portavoce di Europa Verde Angelo Bonelli. La premier non ha, invece, evitato il faccia a faccia con il presidente della Repubblica Sergio Mattarella. Nel corso di un incontro di mezz’ora tenutosi mercoledì 4 marzo, i due hanno condiviso i timori per un momento “grave”, “il più difficile degli ultimi decenni”, come definito in ambienti del Colle.

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