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HomeEconomia Guerra in Iran, pronfondo rosso dei mercati globali. Trump: “I prezzi caleranno”

Guerra Iran, pronfondo rosso
dei mercati globali
Trump: "Prezzi caleranno"

Forti perdite per le borse asiatiche

La Bce verso l’aumento dei tassi

di Leonardo Macciocca09 Marzo 2026
09 Marzo 2026

Un operaio lavora in un deposito di barili di petrolio | Foto Ansa

MILANO – La nomina del figlio di Khamenei, Mojtaba, come nuova guida suprema dell’Iran mette in allerta i mercati mondiali. La guerra potrebbe essere più lunga del previsto. Piazza Affari riduce il calo dopo oltre un’ora di scambi. L’indice Ftse Mib apre in profondo rosso e poi si assesta a -1,6% a 43.470 punti. Le Borse asiatiche chiudono con forti perdite: Tokyo cede il 5,2%, Shanghai appare più cauta con un calo dello 0,67%,Taiwan lascia sul campo il 4,43%, Seul il 5,96% e Sidney il 2,85%.

Borse europee negative in apertura

Apertura negativa anche per i principali listini di borsa europei, in linea con il crollo dei titoli in Asia e Pacifico e con i future Usa in rosso. Parigi appare più cauta (-0,11% a 7.984 punti), ma scivola subito e cede dopo pochi minuti il 2,66% a 7.782 punti. Segno meno anche per Londra (-1,29% a 10.152 punti), decisamente più pesanti invece Francoforte (-2,51% a 22.998 punti) e Madrid (-2,97% a 16.547 punti).

Rallenta l’impennata del prezzo del petrolio, Wti poco sotto i 100 dollari

I mercati petroliferi globali hanno toccato i picchi più alti dal 2022, con il greggio sopra i 100 dollari al barile. Ciò a causa degli attacchi a impianti e depositi in Iran e dei timori per possibili interruzioni nelle forniture attraverso lo Stretto di Hormuz. Ma dopo il balzo di quasi il 20%, la mattina del 9 marzo rallenta lo scatto del prezzo del petrolio. Il Wti del Texas ora quota poco sotto la soglia dei 100 dollari al barile (99,8 dollari con un rialzo di quasi il 10% rispetto a venerdì). Il Brent del Mare del Nord passa di mano a 103,1 dollari (+11%). Il 9 marzo dovrebbe tenersi una riunione online dei paesi del G7 per il rilascio coordinato delle riserve strategiche di greggio allo scopo di frenare le quotazioni.

Trump: “I prezzi del petrolio caleranno”

I prezzi del petrolio “caleranno rapidamente con la fine della distruzione della minaccia nucleare dell’Iran”, ha scritto dal canto suo il presidente Usa, Donald Trump, sul suo social Truth. Il rialzo è “un piccolo prezzo da pagare per la pace e la sicurezza degli Usa e il mondo. Solo i pazzi la pensano diversamente”, ha messo in evidenza Trump. Ma nel frattempo l’Iran ha minacciato di attaccare gli impianti petroliferi nei Paesi vicini, dopo che Israele ha colpito almeno cinque siti energetici a Teheran e nei dintorni. “Se riesci a tollerare il petrolio a più di 200 dollari al barile, continua questo gioco”, ha detto ieri un portavoce del Corpo delle guardie Rivoluzionarie islamiche dell’Iran.

La Bce verso l’aumento dei tassi

Il mercato stima ora che la Banca centrale europea, per effetto dell’aumento dei prezzi del petrolio e i conseguenti rischi sull’inflazione, dovrà rialzare due volte i tassi entro il 2026. Secondo le stime raccolte da Bloomberg ci saranno due rialzi da 25 punti base ciascuno e la prima decisione arriverà già entro il prossimo giugno.

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