TEHERAN – Nuovi attacchi iraniani sui Paesi del Golfo: dalle prime ore di stamattina, 10 marzo, i missili degli ayatollah hanno invaso lo spazio aereo di Dubai, degli Emirati Arabi Uniti e del Bahrein. Riad ha fatto sapere di aver distrutto due droni che puntavano sulla regione più ricca di petrolio degli Emirati, mentre il Kuwait ha abbattuto sei droni. I Pasdaran hanno annunciato di aver colpito la base aerea americana di Al-Harir, nel Kurdistan iracheno, mentre la rivista Der Spiegel ha diffuso la notizia di un attacco missilistico iraniano alla base tedesca di al-Azraq, in Giordania, che sarebbe avvenuto ieri sera senza feriti. Nel frattempo, l’associazione Human Rights Watch (Hrw) ha accusato Israele di aver utilizzato “illegalmente” munizioni al fosforo bianco su aree residenziali nel Libano meridionale, dopo la ripresa del conflitto con Hezbollah. L’Ong ha affermato di aver “verificato e geolocalizzato” sette immagini che mostrano nuvole di fumo riconducibili all’utilizzo di munizioni al fosforo “in un’area residenziale”. Ramzi Kaiss, ricercatore di Hrw, ha spiegato che “gli effetti incendiari del fosforo bianco possono causare morte o ferite gravi che si traducono in sofferenze permanenti”. L’Idf non ha confermato la notizia.
12:44 – A palazzo Chigi focus sulla crisi nel Golfo con Crosetto, Mantovano, Servizi segreti e vertici militari
Fonti di Palazzo Chigi riferiscono che questa mattina i vertici militari e dell’intelligence si sono riuniti alla presenza del ministro della Difesa, Guido Crosetto, e del sottosegretario alla Presidenza del Consiglio con delega alla Sicurezza, Alfredo Mantovano, per discutere gli ultimi svilppi della crisi nell’area del Golfo.
12:38 – Oltre 1.300 morti dall’inizio guerra
La Bbc riferisce che, secondo alcuni funzionari del governo iraniano, il numero di vittime iraniane dall’inizio della guerra sarebbero 1.332, tra cui 206 tra donne e bambini. La portavoce del governo, Fatemeh Mohajerani, afferma che decine di centri sanitari sono stati presi di mira dagli attacchi.
12:37 – Trump: “Potrei essere disposto a parlare con l’Iran”
Donald Trump ha dichiarato alla rete di notizie via cavo, Fox News, che potrebbe essere disposto a parlare con l’Iran ma che dipenderà tutto dalle condizioni. ll presidente americano ha poi ribadito la sua insoddisfazione nei confronti del nuovo leader supremo, Mojtaba Khamenei: “Non credo che possa vivere in pace”.
12:29 – Qatar, l’Iran continua i raid contro le infrastrutture civili
“Gli attacchi alle infrastrutture civili continuano (…) e respingiamo le argomentazioni avanzate dagli iraniani per giustificare tali operazioni”. Lo ha dichiarato il portavoce del ministero degli Affari esteri del Qatar, Majed al-Ansari, durante una conferenza stampa a Doha, senza specificare quali siti fossero stati presi di mira.
12:25 – “L’Iran a Trump: “Fate attenzione a non essere eliminati voi”
“L’Iran non ha paura delle vostre minacce vuote”, ha dichiarato il capo del Consiglio Supremo per la Sicurezza Nazionale iraniano, Ali Larijani, rivolgendosi a Donald Trump. “Chi è più grande di voi non potrebbe eliminare l’Iran, quindi fate attenzione a non essere eliminati”, ha aggiunto Larijani in un post su X.
12:14 – Teheran alla Turchia: “Non abbiamo lanciato missili sul territorio turco”
Il ministro degli Esteri iraniano, Abbas Araghchi, durante una conversazione telefonica con il suo omologo turco Hakan Fidan, ha dichiarato che i missili lanciati verso il territorio turco non sono stati inviati dall’Iran. Fidan ha fatto sapere che la violazione del territorio turco non è “accettabile” e che Ankara prenderà le iniziative necessarie al riguardo. “Tutte le parti in guerra dovrebbero evitare qualsiasi mossa che metta a repentaglio la sicurezza regionale e metta in pericolo i civili”, ha concluso.
12:07 – Mattarella: “C’è la pretesa di agire al di fuori di organismi sovranazionali”
“Nuova è la pretesa, da parte dei protagonisti degli scenari globali, di abbattere gli impegni assunti dopo la seconda guerra mondiale per dare ordine ai rapporti internazionali su base di parità tra gli Stati. La pretesa, infatti, è di agire al di fuori delle regole di Stati e di organismi sovranazionali, erodendo la sovranità dei primi e il crescente ruolo positivo dei secondi”. Lo ha detto il Presidente della Repubblica, Sergio Mattarella, ricevendo all’Università di Firenze la laurea magistrale Honoris Causa in Politica, Istituzioni e Mercato.
11: 55 – Teheran: “Le calciatrici possono tornare nell’amorevole abbraccio della patria”
L’ufficio del procuratore generale di Teheran ha fatto sapere che le giocatrici di calcio che stanno disputando la Coppa d’Asia in Australia e che non hanno cantato l’inno iraniano “hanno agito in uno squilibrio emotivo” e ora possono tornare in patria in “pace e sicurezza, nell’amorevole abbraccio delle autorità”. Alcune calciatrici avevano infatti chiesto asilo al governo australiano, con l’appoggio dell’amministrazione americana, per sfuggire a una potenziale reazione di Teheran.
11: 33 – Cremlino, Putin offre opzioni di mediazione per la de-scalation in Iran
Il portavoce del Cremlino, Dmitri Peskov, fa sapere che dopo la telefonata con Donald Trump di ieri, 10 marzo, il presidente russo, Vladymir Putin, ha proposto opzioni di mediazione e di riduzione delle tensioni nella guerra in Iran. Le proposte per la pacificazione del Medio Oriente sarebbero già sul tavolo, ma Peskov ha sottolineato che rimarranno riservate.
10:54 – Unhcr: “Oltre 100.000 nuovi sfollati in Libano in 24 ore”
L’Unhcr afferma che in Libano ci sono oltre 100.000 nuovi sfollati in 24 ore a causa della guerra. La Bbc fa sapere che l’ambasciata statunitense a Beirut ha esortato i suoi cittadini a trovare un “rifugio” se non intendono lasciare il Paese mediorientale.
09:23 – Netanyahu: “Stiamo spezzando le ossa all’Iran ma non abbiamo ancora finito”
Il primo ministro israeliano, Benjamin Netanyahu, ha smentito le parole del presidente americano, Donald Trump, che ieri sera aveva dichiarato la guerra “quasi finita”. Israele sta “spezzando le ossa al potere di Teheran, – ha fatto sapere Netanyahu – e non ha ancora finito”. “Aspiriamo a portare il popolo iraniano a spezzare il giogo della tirannia, ma alla fine dipende da loro”, ha concluso Bibi.


