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HomeEsteri Fukushima, 15 anni dopo il disastro continua: ancora 24 mila sfollati

Fukushima 15 anni dopo:
commemorazioni e proteste
e quei 24mila ancora sfollati

Oggi la sfida è lo smantellamento

e lo smaltimento dei rifiuti radioattivi

di Chiara Di Benedetto11 Marzo 2026
11 Marzo 2026
fukushima

In occasione del quindicesimo anniversario dal disastro di Fukushima, protesta contro la costruzione di centrali nucleari a Seul | Foto Ansa

TOKYO – Erano le 14.46 dell’11 marzo 2011, quando un terremoto di magnitudo 9.1 colpì la costa nord orientale del Giappone, al largo della regione del Tōhoku, che ospitava la centrale nucleare di Fukushima Dai-ichi, una delle più grandi al mondo. Circa un’ora dopo, un’onda anomala alta 15 metri si sollevò dalle acque dell’oceano Pacifico e travolse la centrale.

Il sistema di sicurezza dell’impianto era stato costruito per gestire i terremoti, ma non gli tsunami di quella portata. L’acqua allagò i locali dei generatori e dei quadri elettrici, mettendo fuori uso l’intero sistema di raffreddamento entrato in moto allo scoppio del sisma. Questo causò la fusione del combustibile nucleare e lo scoppio di una serie di esplosioni devastanti negli edifici dei reattori. Grandi quantità di acqua radioattiva furono rilasciate nell’Oceano Pacifico. L’incidente causò una sola vittima per radiazioni, ma oltre 150 mila persone furono costrette ad abbandonare le proprie case e tutte le centrali atomiche del Paese vennero chiuse (per poi essere riaperte durante la crisi energetica causata dall’invasione russa dell’Ucraina). Lo tsunami, invece, provocò oltre 19.700 vittime: i morti accertati furono 15.900, mentre più di 2000 persone risultano ancora disperse nelle prefetture di Miyagi, Fukushima e Iwate.

Quindici anni dopo

A 15 anni dall’incidente, la sfida per Fukushima è smantellare e smaltire i resti della centrale. Circa 880 tonnellate di materiale pericoloso si trovano ancora all’interno del sito e oltre 24 mila persone sono impossibilitate a rientrare nelle proprie abitazioni evacuate. Nel 2023, il Giappone ha iniziato a scaricare nell’Oceano Pacifico le acque reflue trattate, quindi “pulite”, della centrale, ma la radioattività dei detriti complica il progetto di smantellamento che andrà avanti ancora per anni.

I passanti osservano un minuto di silenzio e pregano per le vittime del terremoto a Tokyo | Foto Ansa

Le commemorazioni

L’incidente ha cambiato radicalmente la progettazione, la gestione e la regolamentazione delle centrali nucleari moderne. Oggi gli impianti nucleari hanno sistemi di sicurezza più avanzati ed è stato sviluppato un nuovo tipo di centrale, quella a fusione, che non produce radiazioni pericolose. Mentre molti Paesi europei, Italia compresa, valutano la possibilità di aprire all’energia nucleare, il Giappone oggi commemora le vittime dell’incidente.

Il cimitero di Fukushima | Foto Ansa

Oltre alle commemorazioni, a Seul, in Cora del Sud, numerosi attivisti si sono radunati per protestare contro l’inquinamento ambientale provocato dalle scorie nucleari.


Protesta contro la costruzione di centrali nucleari a Seul | Foto Ansa

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