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HomePolitica Referendum, Meloni alza i toni. La Cei: “Costituzione casa comune”

Scontro sul referendum
a Milano la kermesse del Sì
con la premier Giorgia Meloni

"Questa riforma non è contro nessuno"

Savino (Cei): "Costituzione casa comune"

di Irene Di Castelnuovo13 Marzo 2026
13 Marzo 2026
referendum

La premier Giorgia Meloni durante l'evento per il sì al referendum al Teatro Parenti a Milano | Foto Ansa

ROMA – Riforma sì, riforma no. A poco più di una settimana dal voto per la separazione delle carriere, la spaccatura tra le parti si allarga sempre di più. A Milano, il Teatro Parenti diventa il palcoscenico per lo spettacolo referendario della maggioranza. Alla presenza della presidente del Consiglio Giorgia Meloni. E le reazioni non si fanno attendere. Tra queste c’è anche quella della Cei. 

La kermesse per il Sì a Milano

La “persone per bene” votano Sì è la scritta che compare sulle magliette distribuite agli spettatori in platea. Il discorso della premier si snoda in quaranta minuti. Dopo un preludio a sorpresa – con un uomo sale sul palco e chiede le dimissioni del presidente della Repubblica Sergio Mattarella – può iniziare. “Non facciamo questa riforma perché ce l’abbiamo con qualcuno” ma “per sistemare quello che non funziona anche per i magistrati e soprattutto per i cittadini”. 

Meloni: “Sforzi passati naufragati a causa dell’Anm”

Intermezzati dal ritornello della hit vincitrice di Sanremo Per sempre sì, i toni della kermesse presto si scaldano. È il momento in cui le toghe vengono tirate in ballo: “Non devo ricordare quante volte in passato gli sforzi concreti per riformare la giustizia sono naufragati” a causa “dell’interdizione esercitata dall’Anm o da gruppi di magistrati che avevano grande notorietà mediatica”, accusa la premier. 

Grosso (comitato del No): “Riforma è pericolo per i cittadini”

La risposta degli oppositori non si fa attendere. Per il presidente del Comitato per il No al Referendum, Enrico Grosso. “È in atto un attacco senza precedenti nel nostro Paese al principio di autonomia ed indipendenza della magistratura. La riforma Nordio non danneggia i magistrati ma mette in pericolo la vita individuale e collettiva di tutti i cittadini”.

Savino (Cei): “Magistratura indipendente è tutela dello Stato di Diritto”

È dello stesso parere monsignor Francesco Savino, vicepresidente della Cei: “L’indipendenza della magistratura non è un privilegio di categoria, ma una tutela sostanziale dello Stato di diritto”. Poi arriva l’appello al voto e contro l’astensionismo, che “assomiglia a una resa silenziosa”, e la lode alla Costituzione, “casa comune” è “legge superiore perché ricorda a tutti – soprattutto a chi esercita potere – che esistono limiti invalicabili”. Con una nota con cui annuncia di non prendere parte al XXV Congresso di Magistratura Democratica, Savino specifica che la sua presenza “non aveva e non avrebbe avuto alcuna intenzione di trasformarsi in un’indicazione di voto sul referendum”. 

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