BRUXELLES – La crisi energetica legata alla guerra in Iran è destinata a peggiorare. Di fronte a un quadro che appare sempre meno stabile, il commissario Ue all’energia, Dan Jorgensen, ha sottolineato la necessità non solo di “monitorare la situazione” ma anche “prepararsi ad affrontare le difficoltà”.
La crisi energetica che si aggrava
“Dobbiamo essere pronti ad attuare misure a breve termine per cercare di aiutare gli Stati membri”. Ha esordito con queste parole il commissario Ue all’energia, Dan Jorgensen, all’arrivo al Consiglio Ue Energia. Interpellato sull’impatto energetico della guerra in Medio Oriente, il rappresentante ha spiegato come l’Unione europea non dipenda molto dall’approvvigionamento di “combustibile, sia gas che petrolio, proveniente dall’area”. Il problema non riguarda, quindi, la sicurezza ma l’impennata dei prezzi, “molto elevati sul mercato globale”.
A parlare di un peggioramento della crisi energetica sono anche le compagnie petrolifere americane. Secondo quanto riferito dal Wall Street Journal, i segretari all’Energia Chris Wright e agli Interni Doug Burgum, gli amministratori delegati di Exxon Mobil, Chevron e ConocoPhillips hanno avvertito che le interruzioni ai flussi energetici in uscita dallo Stretto di Hormuz genereranno volatilità nei mercati energetici globali.
Le riunioni in programma
Ma la giornata del 16 marzo ha visto anche riunirsi in videoconferenza i ministri dell’Energia di Paesi del G7. A prendere parte al vertice dedicato al sostegno energetico all’Ucraina, a margine delle riunioni dei ministri Ue dell’Energia e degli Esteri, anche i commissari Ue Dan Jorgensen e Marta Kos.
Lo stesso Jorgensen, all’arrivo al Consiglio Energia a Bruxelles, ha parlato dell’incontro avuto in mattinata con i rappresentanti dell’Ucraina, che “stanno lavorando alacremente per riparare l’oleodotto Druzhba”. L’interruzione delle forniture di petrolio russo attraverso Druzhba a Ungheria e Slovacchia è proprio uno dei temi in agenda alla riunione.
Le soluzioni per l’Ue
Per l’Europa resta importante l’implementazione delle energie rinnovabili. La situazione per l’Unione europea, ha sottolineato Jorgensen, è migliore rispetto alla crisi energetica del 2022. Questo “perché abbiamo più energie rinnovabili nel nostro sistema, perché abbiamo diversificato la nostra offerta e perché ci sono meno ore in cui è il gas a determinare il prezzo dell’elettricità”. Il commissario Ue ha aggiunto che non verrà importata “nemmeno una molecola di energia dalla Russia”, non ripetendo così gli “stessi errori del passato”. Troppo a lungo l’Ue avrebbe permesso a Putin di ricattarla dipendendo dall’energia russa.
A tal proposito, l’Unione europea ha “approvato una legge che vieterà l’importazione di gas” e verrà proposto anche “un divieto sul petrolio”. “In Europa non possiamo contribuire a finanziare indirettamente la guerra brutale e illegale della Russia”, ha concluso. Intanto continua l’impennata dei prezzi dei carburanti, con il gasolio che tocca i massimi da quattro anni. Secondo le medie dei prezzi praticati comunicati dai gestori all’Osservatorio prezzi del ministero delle Imprese e del made in Italy, la benzina self service è venduta a 1,841 euro al litro e il diesel self service a 2,070 euro al litro.


